“L’amico del popolo”, 1 marzo 2017

L'amico del popolo
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“L’amico del popolo”, spazio politico di idee libere, di arte e di spettacolo. Una nuova rubrica ospiterà il giornale quotidiano dell’amico veronese Ugo Brusaporco, destinato a coloro che hanno a cuore la cultura. Un po’ per celia e un po’ per non morir...

Un film al giorno

THREE FACES WEST (La valle dei monsoni, USA, 1940) di Bernard Vorhaus. Sceneggiatura: Samuel Ornitz, Joseph Moncure March, F. Hugh Herbert. Fotografia: John Alton. Montaggio: William Morgan. Musica: Victor Young. Con Charles Coburn, John Wayne, Sigrid Curie, Spencer Chartes.

Abbiamo visto il film poche ore fa e ci ha colpito la forza interpretativa di un John Wayne nelle vesti di un capopolo capace di mescolare un senso messianico biblico e uno comunista marxista. Come pure esemplare è la regia che conduce lo spettatore al messaggio comunista contro l'idealismo biecamente capitalista. Di gran rilievo le tesi presentate.
Nel finale il fidanzato cattivo è nazista non comunista, perché nel 1940 la Cecoslovacchia, da cui proviene il cattivo, era sotto influenza nazista. In Italia non si poteva permettere che i comunisti fossero i buoni, così si cambiò identità ai cattivi. Il pubblico della serata è restato stupito nello scoprirlo. Ecco a cosa servono le nostre indagini.

(Ugo Brusaporco)

“Due rifugiati, il dottor Karl Braunun e la figlia pressoché ventenne Leni, arrivano negli Stati Uniti dall'Austria appena annessa alla Germania nazista e finiscono per diventare gli indispensabili medico e infermiera di un piccolo sobborgo del Dakota del Nord. La cittadina si trova nella zona conosciuta come Dust Bowl e viene duramente colpita dalla siccità e da tempeste di polvere. I contadini e cittadini locali provano a salvare le loro aziende agricole e la città con l'adozione di metodi di produzione più recenti, ma vengono poi convinti dal Dipartimento dell'Agricoltura, e dalle continue e avverse condizioni meteo-ambientali, a spostarsi in massa verso una zona non sviluppata dell'Oregon, dove una nuova diga creerà un approvvigionamento di acqua e permetterà loro di costruire una nuova comunità agricola. Con una moderna versione di una carovana di carri, la comunità si sposta in Oregon sotto la guida di John Phillips, non senza divergenze di opinione e attrito tra i suoi componenti. Il dottore e sua figlia prendono una deviazione per San Francisco quando vengono a sapere che il fidanzato della ragazza non è stato ucciso dai nazisti in Austria ma è diventato un esponente nazista di spicco. Karl e Leni finiscono quindi per ritornare sui loro passi e si ricongiungono alla comunità appena trasferitasi in Oregon, dove la figlia sposa Phillips”. (da Wikipedia)
La valle dei monsoni di Bernard Vorhaus è un curioso film western anticomunista interpretato da John Wayne. Si racconta della giovane Leni fuggita dalla Cecoslovacchia occupata dai nazisti che s'innamora di un agricoltore americano per il quale lascia il fidanzato dopo aver scoperto che è comunista.
Bernard Vorhaus ha trovò rifugio in Gran Bretagna dalla caccia alle streghe americana anticomunista.

(David Robinson, The Guardian, 5 dicembrer 2000)

 

Una poesia al giorno

L’oceano, di Eduardas Mieželaitis, poeta lituano

Oceano!..
Vecchio come il nostro mondo è l’oceano,
anche i poemi che gli hanno dedicato sono vecchi,
eppure è sempre in movimento,
in perpetuo movimento,
e io mi sento come un’isola fusa nel suo stampo.
Lo ammetto, ci ripetiamo, siamo banali,
forse dopo tutto siamo infantili,
ma perché non paragonare la vita umana al mare?
Se le nazioni e la gente sono paragonate a isole,
perché allora non essere avvicinate al mare?
I poeti ci hanno giurato: “La vita è un oceano senza fine”,
ma bagnata nelle pozzanghere delle proprie lacrime.
Perciò noi sveliamo l’ingannevole idea
di navigare soli attraverso l’oceano
dimenticando le nostre paure...
Che incantevole elemento!
Osservando il suo moto che lascia senza fiato,
perfino affrontando i suoi venti vuoi restare,
perché il sapore del suo sale ti affascina,
e l’inno delle sue onde continui a sentire
come in una conchiglia...
Rigirati, oceano!
Tu ancora non hai provato tale libertà e sollievo...
Anche se alcune navi giacciono immobili nei tuoi fondali,
più nuovi vascelli – tuo orgoglio – accolgono la brezza...
Rigirati, o marosi di popolo!
Rigirati, umanità oceano!
Cosa io sono non lo so:
una piccola barca o un’isola, cioè qualcosa di solido,
non importa, o vita diletta, non risparmiare il mio cuore,
percuotilo come roccia con le tue onde senza sosta...
Io ammiro l’elevata umanità oceano,
io mi rallegro dei suoi flutti che lambiscono i continenti.
Che qualche snob tratti pure con scherno questa nozione,
ma per me la vita – l’umanità – e l’agitato oceano
è un’immagine che non invecchia mai,
essa offusca molte altre
tutte apparentemente nuove e audaci...
Rigirati, o mare pieno di vita!
Rigirati, o marosi di popolo!
Guarda, con mani di poetica devozione
noi terremo la madre Terra in movimento,
in perenne movimento...

 

Un fatto al giorno

1 marzo 1692: inizia il processo alle streghe di Salem, in cui quattro donne sono accusate di stregoneria. Nel 1692 a Salem scoppiò una delle più grandi cacce alle streghe della Storia: 19 persone vennero condannate a morte per stregoneria, più di 50 subirono torture e a centinaia scontarono l'onta del processo. Per essere accusati bastava poco. Per esempio tenere latte scaduto in casa o avere un aspetto trascurato. Il 1° marzo 1692 iniziò il processo alle streghe di Salem, in cui quattro donne furono accusate di stregoneria e giustiziate. Il processo alle streghe di Salem fu l’inizio di una serie di persecuzioni, accuse ed esecuzioni capitali per il presunto reato di stregoneria. La caccia alle streghe iniziò nel New England (NordAmerica) nel villaggio di Salem, oggi per gran parte appartenente alla città di Danvers, un comune degli Stati Uniti facente parte della contea di Essex nello stato del Massachusetts. A seguito di questo processo vennero giustiziate 19 persone accusate di stregoneria. Ma fu solo l’inizio: in totale 55 fra uomini e donne vennero torturati per aver reso false testimonianze, 150 sospettati furono imprigionati ed altre 200 persone vennero accusate di stregoneria. Nell’immaginario collettivo americano, la caccia alle streghe di Salem ebbe un forte impatto, e la storia servì da fonte d’ispirazione per molte opere cinematografiche.

 

Una frase al giorno

“La vecchiaia è la cosa più inattesa che può capitare a un uomo”

(Lev Trotsky)

 

 

Ugo Brusaporco
Ugo Brusaporco

Laureato all’Università di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia, corso di laurea Dams. E’ stato aiuto regista per documentari storici e autore di alcuni video e film. E’ direttore artistico dello storico Cine Club Verona. Collabora con i quotidiani L’Arena, Il Giornale di Vicenza, Brescia Oggi, e lo svizzero La Regione Ticino. Scrive di cinema sul settimanale La Turia di Valencia (Spagna), e su Quaderni di Cinema Sud e Cinema Società. Responsabile e ideatore di alcuni Festival sul cinema. Nel 1991 fonda e dirige il Garda Film Festival, nel 1994 Le Arti al Cinema, nel 1995 il San Giò Video Festival. Ha tenuto lezioni sul cinema sperimentale alle Università di Verona e di Padova. È stato in Giuria al Festival di Locarno, in Svizzera, e di Lleida, in Spagna. Ha fondato un premio Internazionale, il Boccalino, al Festival di Locarno, uno, il Bisato d’Oro, alla Mostra di Venezia, e il prestigioso Giuseppe Becce Award al Festival di Berlino.

INFORMAZIONI

Ugo Brusaporco

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web www.brusaporco.org