“L’amico del popolo”, 16 febbraio 2017

L'amico del popolo
Grandezza Carattere

“L’amico del popolo”, spazio politico di idee libere, di arte e di spettacolo. Una nuova rubrica ospiterà il giornale quotidiano dell’amico veronese Ugo Brusaporco, destinato a coloro che hanno a cuore la cultura. Un po’ per celia e un po’ per non morir...

Un film al giorno

DER PHILOSOPH (Tre donne, il sesso e Platone, Germania, 1988), regia di Rudolf Thome. Sceneggiatura: Rudolf Thome. Fotografia: Reinhold Vorschneider. Montaggio: Dörte Völz-Mammarella. Musica: Hanno Rinné. Con: Adriana Altaras, Johannes Herschmann, Friederike Tiefenbacher, Claudia Matschulla.

Trentenne, scapolo pignolo e autore di libri di filosofia, George Hermes conduce vita solitaria. Per presentarsi alla conferenza in cui parlerà dei suoi due ultimi libri egli decide di acquistare un vestito nuovo. Caso vuole che le tre giovani commesse del negozio - Franziska, Beate e Marthe - lo trovino delizioso e ne siano colpite tutte e tre. Il timido che discetta su Eraclito, su vita, morte e pensiero, viene sedotto - alla lettera - dalla bruna Franziska, ma attratto anche dalle altre, assolutamente non disturbate dalla gelosia. Lui va a vivere con loro, portando con sé i suoi amatissimi libri, coccolato e riverito. Si crea così un ménage a quattro del tutto anomalo. Improvvisamente egli se ne va per una settimana, volendo riflettere su se stesso e sui valori dello spirito in cui credeva, ma un febbrone lo colpisce e Franziska accorre tutta tenera e lo riporta a casa, dove lei e le soavi amiche riprenderanno a blandirlo, considerandolo un messaggero degli dei, non ancora consapevole del proprio ruolo. Insieme intrecciano danze sulle rive dello Wannsee, felici di godersi la natura, di essere liberi e spensierati, mentre dei e ragione appaiono lontanissimi e i sensi stessi appagati.
La metrica è quella della commedia, senza scintillio però, né vaghezze amene e neppure risvolti seri, anzi asettica e quieta.

(Segnalazioni Cinematografiche)

Un giovane filosofo berlinese, vergine, vissuto nell’eremitaggio povero e astratto degli studi, per presentare il suo libro L’amore della saggezza è costretto a comprarsi un vestito nuovo: lo chiede “piuttosto atemporale”, ossia classico, alle giovani belle commesse che lo trattano con allegra civetteria. Ritrova le ragazze alla presentazione del libro: repentinamente comincia il sogno d’ogni intellettuale severo e casto.
Le tre ragazze belle s’interessano a lui, lo adulano, lo ascoltano, lo portano a casa loro, lo servono: di una lui s’innamora subito, con lei fa per la prima volta l’amore, felicemente.

(Lietta Tornabuoni)

Il titolo italiano non tragga in inganno, infatti è ben lontano dall'originale "Der Philosoph" diretto da Rudolf Thome. E' pur vero che tre donne ci sono, Platone quasi assente, e il sesso non è quello erotico che ci potrebbe aspettare da un siffatto titolo. Un altro filosofo, Eraclito, attraversa significativamente tutta la vicenda: il tentativo è quello di trasporre tematiche della filosofia greca in un contesto contemporaneo. Non credo che sia stato raggiunto lo scopo, ma ne risulta comunque un film gradevole e con un discreto spessore culturale, divertente e allo stesso tempo grottesco, inverosimile eppure probabile. Certo è che il giovane Georg Hermes, (Johannes Herrschmann) appena trentenne, mai si sarebbe aspettato che Eraclito gli sarebbe stato di grande aiuto per dare una svolta definitiva alla sua grama esistenza. Georg vive come un eremita in un monovano squallido, privo di telefono e di televisore. Laureato in filosofia, con tesi su Eraclito, trascorre le giornate scrivendo saggi di filosofia e in attesa, vana, di trovare qualche lettera nella cassetta della posta. Sino al giorno in cui riceve dall'editore la prima copia del suo primo libro. Ci sarà la presentazione, in un circolo culturale, ma Georg non possiede un abito elegante per l'occasione. Si reca in un negozio, accolto con interesse da tre belle e premurose commesse, ma una volta individuato l'abito, si rende conto di non poterselo permettere, costa troppo. Le tre commesse decidono di darglielo in prestito, e Georg accetta. Per sdebitarsi, invita le nuove amiche alla presentazione. Franziska (Adriana Altaras), la più intraprendente, invita a casa delle tre ragazze Georg, nonostante lei abbia già un amante (Jurgen Wink). Georg si trasferisce da loro e, pur essendosi ingenuamente innamorato di Franziska, deve cedere alle lusinghe di Martha (Claudia Matschulla) e di Beate (Friederike Tiefenbacher), per cui Georg deve barcamenarsi tra baci, carezze e anche qualcosa di più, tutto nella stessa stanza e nello stesso letto. Georg cerca scampo discettando di Eraclito, sul quale ha pubblicato un saggio intitolato "L'amore per la saggezza", ma le ragazze sembrano poco interessate alle teorie su vita, morte e pensiero del grande filosofo greco. Il menage a quattro è troppo oneroso, per Georg, per cui decide di fuggire lontano, per poter riflettere sul proprio comportamento e sui valori dello spirito in cui credeva. Viene colto da febbre altissima, si impanica e chiede aiuto a Franziska, la quale accorre e lo riporta a casa. Una volta guarito, il menage riprende, e Georg sembra accettare di buon grado quello che prima gli sembrava insopportabile e contro il suo modo di intendere la vita. Le tre ragazze lo considerano un messaggero mandato dagli dei, lo venerano e lo amano, a turno o anche tutte insieme, senza gelosie o rivalità. Le ragazze hanno appreso i rudimenti della filosofia di Eraclito, Georg riconsidera Platone ma sembra volersene allontanare. Tutti insieme si recano sulle rive dello Wannsee, danzano felici assaporando le bellezze della natura, la spensieratezza e la libertà. In tutti i sensi. "Der Philosoph" è il più significativo e meglio riuscito della trilogia di lungometraggi intitolata "Forme dell'amore", che ha per temi dominanti la morte e il tempo.

(da FilmTV)

DER PHILOSOPH (Tre donne, il sesso e Platone, Germania, 1988), regia di Rudolf Thome

 

Una poesia al giorno

di James Harpur (da “L’età oscura - The Dark Age”, 2007)

L’anima nostra è aria, guarda il respiro
Che entra gelido, riappare
Fantasma che s’arriccia mentre cammini all’alba
Fra boschi di pini che s’estendono
Sulle colline sopra la città dormiente.

Come in basso così in alto. Un inverno in cui
Gli arbusti si rattrappirono in nudi agglomerati
Le querce e i faggi, gli sfavillanti salici
Lasciarono la luce scorrere lungo gli spogli rami;
Quando l’erba decrebbe, si sciolsero i cespugli
E la foresta spalancò i suoi sentieri
Come canali che dopo la meditazione si liberano
Quando il sole velato si fermò
All’improvviso ebbi la visione –
Creazione come momento non creato
Lo pneuma è un flusso ininterrotto
Di infinita mobilità e delicatezza
Che assume sempre rinnovate forme,
Una luce che nulla perde di se stessa
Mentre si materializza nel mondo
E si sposta come uno sciame d’api
Per dar forma a nuove particole di senso:
L’aria s’andò addensando in foschia
Poi lentamente s’ingrossò in pioggia
Che creò attrito, cadde a schizzi
Nei solchi e riempì le pozzanghere
Poi più s’addensò in fango e melma
Che il tempo avrebbe indurito come pietra
O per rarefazione ritrasformata in bruma
Per sollevarsi ancora diluendosi in aria
E rarefarsi ancora sempre più –
Raffinandosi e ancora raffinandosi
In oscillanti granuli di fiamma
Fluenti verso l’alto in piccole faville
Per riunirsi in pozze ardenti a risplendere
Dall’emisfero delle tenebre
In forma di stelle e di luna e di sole.

 

Un fatto al giorno

16 febbraio 1959: Fidel Castro diventa Premier di Cuba dopo il rovesciamento del presidente Fulgencio Batista avvenuto il 1º gennaio.

 

Una frase al giorno

“Io sono uno del proletariato... Vengo da una famiglia di contadini. Sono venuti qui e hanno ricevuto un’istruzione. Hanno bene meritato di questo paese. Io amo l’America. Sono apolitico.”

(John Ford)

 

INFORMAZIONI

Ugo Brusaporco

e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
web www.brusaporco.org