“L’amico del popolo”, 1 febbraio 2017

L'amico del popolo
Grandezza Carattere

“L’amico del popolo”, spazio politico di idee libere, di arte e di spettacolo. Una nuova rubrica ospiterà il giornale quotidiano dell’amico veronese Ugo Brusaporco, destinato a coloro che hanno a cuore la cultura. Un po’ per celia e un po’ per non morir...

Un film al giorno

SANTA SANGRE (Italia, Messico, 1989), di Alejandro Jodorowsky. Sceneggiatura: Alejandro Jodorowsky, Roberto Leoni, Claudio Argento. Fotografia: Daniele Nannuzzi. Montaggio: Mauro Bonanni. Musica: Simon Boswell. Con: Axel Jodorowsky, Blanca Guerra, Guy Stockwell, Thelma Tixou, Sabrina Dennison.

Fenix è un bimbetto che fa il piccolo mago in un circo messicano, dove il padre Orgo, un americano volgare e sempre in foia, lanciatore di coltelli, ha per amante la donna tatuata, e per moglie Concha, bellissima quanto gelosissima della rivale. In più Concha è una fanatica che ha promosso il culto religioso di una giovinetta che, per salvare la propria purezza, venne mutilata delle braccia da un violento aggressore, morendo in un lago di sangue. Fenix ricorda non solo il giorno in cui la polizia distrusse la baracca-santuario voluta dalla madre, ma anche la terribile notte in cui Concha, scorgendo l'ennesimo incontro amoroso tra il marito e l'amante, dopo aver rinchiuso il piccolo in una roulotte, evirò Orgo il quale, sanguinante e prima di suicidarsi, amputò delle braccia la moglie. E' in questo clima che essa condiziona e travolge il figlio, impedendogli di amare, di essere libero e spingendolo a pugnalare femmine. Fenix uccide così, brutalmente, la donna tatuata, la quale è diventata una prostituta di infima classe, che affida a chiunque Alma, ormai cresciuta e nauseata dalla propria schiavitù, fino alla fuga. Fenix la ritrova, l'affetto e i ricordi fra i due sono restati puri e perfetti, forse lei potrebbe salvarne la mente e riscattarne la natura e l'anima di uomo. Ma lui dovrà uccidere altre volte, anche un transessuale che si è portato in casa, seppellire sotto la calce le proprie vittime, prima di eliminare perfino quella madre carnefice e pazza.

"Dedicato al culto di una vergine martire dalle braccia mozzate, 'Santa Sangre', girato con ampi movimenti di macchina a Città di Messico ma ambientato in un luogo dell'inconscio, ci riporta nella fantasia macabra di un autore che invecchia, evita la saggezza e fatica a rinnovarsi e, per l'occasione, ha coinvolto nella truculenta vicenda due dei suoi cinque figli. Il film ha naturalmente i suoi momenti di gloria fantastica, soprattutto quando l'humour, seppur nero, riesce a correggere il delirio non stop, ma il talento di Jodorowsky è di quelli che saziano presto, prima della frutta. Battendo la grancassa del subconscio, l'autore fa andata e ritorno dal macabro all'ironico, ma 'Santa Sangre' è come una torta troppo farcita e per cui non si dovrebbero nominare invano i nomi sacri di Fellini e Buñuel. Rimangono sprazzi indovinati, nel curioso rapporto psicosomatico tra madre e figlio, qualche sfarzo scenografico, un po' di musica popolare da ultimo dell'anno, la bella fotografia alata di Daniele Nannuzzi in stato di grazia coloristica. Mancano invece i raccordi di scrittura e nessun stereotipo ci viene risparmiato, garante il tragicomico mondo del circo con tutti i suoi clown, i tatuaggi, le donne cannone, le Saraghine, i nani, gli handicappati e l'imbarazzante convinzione che il mondo va visto sempre e tutto a testa in giù, all'altezza degli incubi del regista."

(Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 22 gennaio 1990)

"Certo, lo stile Jodorowsky c'è ancora (la dilatazione delle invenzioni figurative, la ricerca di effetti vistosi, la gioia dell'iterazione), ma qui più che altrove i compiacimenti formali tendono troppo a lacerare se non a offendere il gusto, i colori stridono, il sangue, sia quello del titolo sia quello dei tanti uccisi ad ogni momento dell'azione, elefante compreso, scorre troppo a fiotti e unicamente per portare le emozioni (o il raccapriccio) fino al diapason. Con il rischio di scadere nel melodramma. A qualcosa, comunque, si può ancora guardare con interesse. Nell'ambito, almeno, delle ricerche di linguaggio. Ma 'La Montagna sacra' era più nuova, il gioco, qui, invece, mostra la corda."

(Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 25 novembre 1989)

"Su un simile canovaccio, complice la bella, coloratissima fotografia di Daniele Nannuzzi, il regista Alejandro Jodorowsky si muove perfettamente a proprio agio e mescola onirismo e psicanalisi, sincretismo religioso e spunti surreali, humour nero e senso macabro. La sua galleria di mostri potrebbe suscitare l'invidia di Federico Fellini; i bagni di sangue con dettagli in primo piano fare la delizia di qualche maestro dell'horror; e il delirio edipico suonare in sberleffo a recenti edificanti quadretti familiari di moda negli Stati Uniti. Ma l'eccesso di aberrazione e l'esasperazione divistica ingenerano sazietà e il progetto di 'épater les bourgeois' all'alba degli anni Novanta appare non poco anacronistico."

(Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 3 marzo 1990)

SANTA SANGRE (Italia, Messico, 1989), di Alejandro Jodorowsky 

 

Una Poesia al giorno

Thus much and more”, di Lord Byron

Thus much and more—and yet thou lov’st me not,
And never wilt—Love dwells not in our will,
Nor can I blame thee—though it be my lot
To strongly—wrongly—vainly—love thee still.

Sempre di più, sempre di più... eppure non mi ami,
E mai lo farai, perché alla volontà non obbedisce Amore.
Ma non ti biasimo, anche se so bene ormai
Che il mio destino è amarti, e sempre più sbagliando, e invano.

 

Un fatto al giorno

1° febbraio 1896 Giacomo Puccini presenta l’opera "La Boheme" a Torino.

“Più invecchio, più mi convinco che La Bohème sia un capolavoro e che adoro Puccini, il quale mi sembra sempre più bello”
(Igor Fëdorovič Stravinskij, Venezia 1956)

Le nostre edizioni preferite: Karajan/Freni/Pavarotti/Maffeo, 1972 Decca, Renata Tebaldi/Carlo Bergonzi/Ettore Bastianini/Cesare Siepi/Gianna D'Angelo, Orchestra e coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretti da Tullio Serafin, 1959 Decca.

Giacomo Puccini

 

Una frase al giorno

"Non occorre che un uomo sappia cosa avverrà alla fine del giorno dopo, è sufficiente che il giorno finisca e la conclusione sarà nota; se ci rincontreremo allora sorrideremo, sennò, sarà stato lo stesso un bell'addio".

(Dalla tragedia "Giulio Cesare" di William Shakespeare)

 

INFORMAZIONI

Ugo Brusaporco

e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
web www.brusaporco.org