La bicicletta… Pedalando e non solo

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"La bicicletta… Pedalando e non solo", di Rosario Di DonatoNon ho la presunzione di convincervi ad abbracciare la mia tesi ma alla fine del mio discorso probabilmente tanti di voi cambieranno idea sull’uso della bicicletta. Io parlo in questo modo perché ho sposato in pieno questa causa e pensare che nemmeno lontanamente mi sfiorava l’idea di cavalcare una bici.

La bicicletta, questa sconosciuta, per qualcuno è una linea retta con l’infanzia, per altri è semplicemente un mezzo per non andare a piedi. Il ciclismo è uno sport meraviglioso ma troppo spesso assume aspetti di fanatismo che lo riducono solo a tabelle e chilometri.

Quando parliamo di ciclismo però parliamo di fatica, chi ha dentro di sé la fiamma della passione per la bici è disposto a fare grandi sacrifici, ma questo non è sempre scontato. Allora vi suggerisco uno slogan da ricordare: con la bici si bruciano i grassi e non la benzina, si risparmiano soldi e si guadagna in salute.

E’ nell’interesse di tutti incrementare il numero delle persone che si spostano in bici e poi quante macchine in meno ci sarebbero sulle strade?

Utilizzare la bici è facile, conveniente, consente spostamenti door-to-door, è salutare, economica ma soprattutto divertente. Rispettando il codice della strada ed utilizzando un caschetto da ciclista, gli spostamenti in bicicletta sono sicuri.

Potete andare veloci o procedere lentamente, dipende dal vostro livello di allenamento, nel traffico cittadino dove la velocità media non supera i 15 km/h una bicicletta si muove molto più velocemente ed agilmente.

Andare in bicicletta riduce l’inquinamento, il traffico sulle strade ed i costi sostenuti per gli spostamenti (benzina, parcheggio). Inoltre, pedalare con costanza rassoda i glutei, farà sparire quegli odiosi rotoli di ciccia e avrete gambe bellissime!

Pedalare vi aprirà un mondo di nuove esperienze (attenzione può dare dipendenza!). Prima utilizzavo la bici saltuariamente e solo per spostamenti brevi, avevo paura del traffico e delle auto. Poi ho osato sempre di più, pedalando per puro diletto, fino ad affrontare il traffico pendolare delle otto del mattino per andare al lavoro. E’ stato incredibile, è filato tutto liscio ed ho impiegato pochissimo tempo per raggiungere il posto di lavoro. Ora pedalo quotidianamente e mi alleno regolarmente anche sotto la pioggia. Credetemi dopo una bella pedalata il fisico è stanco, ma l’umore è brillante.

Uno degli studi più importanti condotti sui benefici alla salute derivanti dall’andare a lavorare in bicicletta è stato realizzato dal Copenhagen Center Prospective Population Studies. Durante un periodo di molti anni, lo studio ha preso in considerazione 13.375 donne e 17.265 uomini.
Nel corso della ricerca diverse persone morirono e le loro età vennero registrate, ne risultò che chi utilizzava abitualmente la bicicletta per i suoi spostamenti aveva una aspettativa di vita più lunga.

I rischi di incidente costituiscono il solo svantaggio teorico della bicicletta. E’ dimostrato che per alcune classi di età l’automobile rappresenta un rischio globale nettamente superiore alla bicicletta.

Ora vi rammento qualche citazione storica di personaggi famosi e qualche aneddoto sull’uso della bicicletta.

Vi ricordate la mitica Graziella? Nata nel 1964 su disegno di Rinaldo Donzelli e fabbricata dalla “Carnielli”, storica fabbrica di biciclette italiana. Era venduta con tubetto di vernice e pennelino nel tappo per fare i ritocchi alle sverniciature. La sua caratteristica era quella di essere pieghevole. Dopo una decina di anni fallì ed il marchio fu comprato da Cicli Bottecchia che ora la ripropone in tre versioni: bianca, nera, e blu.

La regina Margherita andava in bicicletta senza perdere pudore e signorilità. Le aveva insegnato a pedalare il sig. Bianchi, il “re della bicicletta italiana”.

Papa Giovanni XXIII non sapeva andare in bicicletta. Il Papa chiese a Bartali di insegnargli sperando così di buttar giù qualche chilo pedalando nei giardini vaticani.

Il famoso scrittore Tolstoj non sapeva andare in bicicletta, imparò a 67 anni e fino a 80 anni lo si vide curvo sul manubrio a girovagare per le campagne russe.

Fino al 1930 l’unico modo di cambiare un rapporto di una bici era quello di togliere la ruota posteriore e rovesciarla per usare il pignone montato sull’altro lato. L’invenzione del cambio si deve al ciclista dilettante Tullio Campagnolo. L’idea gli venne nel 1924 in una gara ciclistica quando stava affrontando il passo Croce D’Aune durante una bufera di neve. Per affrontare la dura salita pensò di girare la ruota, ma non vi riuscì perché le dita si erano congelate. Sbottò in buon veneto: “bissogna cambià qualcosa de drio!”. Nel 1933 entrò in produzione il primo mozzo a sgancio rapido e poi fu migliorato il cambio.

Gino Bartali ebbe la sua prima bicicletta a sedici anni, gliela regalò il babbo per risparmiare i trenta centesimi del tram, e così il grande “Ginaccio” incominciò ad allenarsi in bici. La sua prima vittoria nel luglio del 1931 sul percorso Nave di Rovezzano-Pontassieve e ritorno (in provincia di Firenze) su di una bici montata alla meglio con il telaio, le ruote, il manubrio presi a prestito da amici.

Disse lo scrittore H. G. Wells “ogni volta che vedo un adulto in bicicletta smetto di disperare del futuro della razza umana”.

Al cronista che chiedeva cosa provasse dopo una vittoria a Luigi Ganna, muratore e poi costruttore di biciclette, vincitore del Giro d’Italia del 1909, gli fu risposto: “me brusa tanto el cu’!”.

Famosa citazione dell’Arcivescovo Desmond Tutu: “Date ad un uomo un pesce e lo nutrirete un giorno, insegnate ad un uomo a pescare e lo nutrirete per una vita, insegnate ad un uomo ad andare in bicicletta e si renderà conto che la pesca è noiosa”.

Ciò detto, qualsiasi politica a favore della bicicletta deve ridurre al minimo i rischi per i ciclisti.

Pedalare si traduce in grandi benefici per il sistema cardiovascolare, è molto più facile rimanere in forma quando si fa esercizio fisico ogni giorno. Pedalare è un’attività fisica a basso impatto, non usurante per le articolazioni, perfetta per i neofiti. Pedalare fa sentire più giovani e riduce lo stress, chi va in bicicletta regolarmente ha una forma fisica pari ad una persona più giovane di 10 anni (ora capisco perchè mi danno sempre dieci ani di meno!). I benefici dell’andare in bicicletta sono concreti, qualsiasi sia la vostra età, è uno dei pochi sport che può essere praticato a 70 anni ed oltre.

Capitolo inquinamento: la bicicletta è parte della soluzione e non del problema. La bicicletta non ha tubi di scarico, non emette gas inquinanti e non consuma carburante fossile. Ogni spostamento in bicicletta anziché in automobile genera economie e vantaggi considerevoli tanto per l’individuo che per la collettività urbana.

Qualche esempio: preservazione dei monumenti, minore occupazione del suolo pubblico, minore deterioramento della rete stradale, riduzione degli ingorghi, maggior attrattiva per i trasporti pubblici, guadagno di tempo e denaro per i genitori che non devono più accompagnare i figli in macchina, scomparsa eventuale della necessità di una seconda automobile in famiglia. Vi sembra poco?

E’ stato calcolato che utilizzare la bici tre volte la settimana al posto dell’automobile per andare al lavoro e spostamenti vari permette un risparmio di 50 euro al mese. Considerando che per mantenere un’auto si spende dal 15 al 20 % del proprio reddito, vale la pena di considerare attentamente il risparmio nell’utilizzare la bicicletta tutta la famiglia.

Sicuramente così come lo sto descrivendo sembra tutto facile, voi direte: “già, parla un ciclista navigato ed allenato!”. Credetemi non è complicato come sembra.

Simulerò alcune semplici domande che chiunque può fare e cercherò di darvi una risposta.

Domanda:“Non posso andare in bici perché sono fuori forma”.
Risposta: pedala ad un ritmo tranquillo e vedrai che in poche settimane starai meglio, la tua forma fisica migliorerà notevolmente quando diventerai un ciclista regolare e pendolare.

Domanda: “Impiego troppo tempo per andare al lavoro”.
Risposta: la velocità media del traffico urbano è di 15 km/h, il 70% degli spostamenti avviene entro i 5 km, percorrere tale distanza in bicicletta è più rapido che con i mezzi pubblici, più pedalerai e più veloce diventerai.

Domanda: “Il posto di lavoro è troppo lontano”.
Risposta: utilizza l’intermodalità (bici + metro o bici + bus), prova a prendere la bici all’andata e ritorna con i mezzi pubblici.

Domanda: “Non ci sono parcheggi per le biciclette”.
Risposta: verifica se nell’edificio dove lavori o nelle vicinanze ci sono spazi o depositi dove lasciare le bici altrimenti puoi legarla ad un palo nei pressi del tuo lavoro ma verifica che non intralci il passaggio di pedoni o auto.

Domanda: “La mia bici non è in buone condizioni”.
Risposta: rivolgiti ad una ciclofficina e fatti sistemare la bici, la spesa si fa una sola volta.

Domanda: “Non posso farmi la doccia”.
Risposta: pedala ad un ritmo tranquillo ed eviterai di sudare rimanendo fresco ed asciutto, magari parti da casa qualche minuto prima.

Domanda: “Come faccio a pedalare vestito elegante?”.
Risposta: organizzati tenendo in ufficio dei vestiti di ricambio da poter utilizzare nei giorni che vai al lavoro in bici oppure porta con te i vestiti da indossare al lavoro magari provando ad arrotolarli.

Domanda: “Come faccio quando piove?”.
Risposta: parafanghi per la tua bici ed un poncho antipioggia saranno sufficienti a tenerti asciutto.

Domanda: “Le strade non sono sicure”.
Risposta: se si rispetta il Codice della Strada i rischi non sono maggiori di quelli di quando si guida uno scooter, indossa un giubbetto ad alta visibilità, rispetta i segnali stradali, mantieni la destra, segnala sempre prima di svoltare e fermati ai semafori rossi. Non dimenticare MAI di indossare il casco quando vai in bicicletta.

A questo punto non avete più scuse!

Ora passiamo a qualche utile consiglio per iniziare bene ed in modo corretto ad usare una bici.

La scelta della bicicletta più adatta varia a seconda della lunghezza del tragitto da percorrere e dal tipo di strade da affrontare. Per percorsi brevi in cui non si affrontano particolari asperità basterà una qualsiasi bici ed un casco. Per percorsi ondulati e moderatamente lunghi, fino ad una decina di chilometri, esistono bici di ogni tipologia e prezzo, ma per iniziare andrà benissimo una bici economica tipo city-bike con le marce, purché sia della vostra taglia. Per essere sicuri recatevi in un negozio di biciclette e lasciatevi consigliare. Quando sarete pronti per una bicicletta professionale, probabilmente vi sarete già fatti una cultura in merito e sarete sufficientemente allenati.

Quando si intraprende una attività fisica all’inizio ci si può aspettare un po’ di fastidio e dolore, questo perché si mettono in moto muscoli che solitamente non vengono utilizzati veramente al massimo. Andare in bicicletta non fa eccezione, ma è facile da affrontare ed in poco tempo i vostri muscoli saranno tonici e scattanti.

Vi consiglio di fare piccole soste all’inizio della attività se avvertite fitte o dolori alle articolazioni o alla schiena. Pedalate a ritmo più blando all’insorgere dei dolori, non cercate di forzare troppo alle prime uscite, troverete il vostro ritmo col tempo e l’allenamento. Attenzione anche alla corretta postura in sella alla bici, una regolazione errata del sellino o del manubrio potrebbero causare fastidiosi dolori alla schiena ed alle ginocchia.

Fatevi consigliare da persone esperte, in primis il negozio dove avete comprato la bici, oppure da ciclisti esperti, anche agonisti, i quali sulla base delle proprie esperienze personali sapranno consigliarvi ed indicarvi i trucchi del mestiere.

Altro aspetto fondamentale è la sicurezza in bicicletta. Basata rispettare tre semplici regole: siate visibili, siate prevedibili e rispettate il codice della strada.

Una raccomandazione: non scendete né salite dai marciapiedi, non zigzagate tra i pedoni, non andate contromano!

Ponete una particolare attenzione alle auto in sosta, gli automobilisti distratti tendono ad aprire gli sportelli senza guardare.

Rimanere visibili è fondamentale, accertatevi di avere le luci anteriore e posteriore sempre funzionanti e munite le ruote di catarifrangenti.

Come ultimo aspetto, consideriamo la comodità e la funzionalità nell’andare in bicicletta.

Montare un portapacchi posteriore o delle borse laterali è certamente una ottima soluzione per portare i vostri oggetti. Una cosa che non deve mancare mai è una buona catena con lucchetto, un kit di pronto intervento. Portare con sé una camera d’aria di ricambio, un serie di toppini per le forature ed una pompa per gonfiare, esistono anche delle bombolette per riparare le forature senza smontare la ruota. Tutti questi accessori si possono acquistare nei negozi di bici, nei grandi supermercati oppure online. A voi la scelta.

Questa piccola guida vuole tentare una classificazione delle più frequenti situazioni di pericolo per chi usa la bici, acquisire modi e comportamenti che proteggono la vostra sicurezza. Saper valutare il rischio è alla base di ogni comportamento adeguato, per i ciclisti l’obiettivo principale è quello di non farsi investire.

Alla fine di questo lungo discorso, auspico che l’uso della bicicletta diventi anche per voi una “filosofia di vita”.

INFORMAZIONI

Rosario Di Donato

RFI SpA Grosseto
cell. 339 5606541
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