Crelia era una donna che viveva in solitudine, che evitava i contatti con gli altri. L’aspetto di questa donna era tale da far pensare che vivesse una sorta di sofferenza sentimentale e chi non la conosceva traeva dal suo comportamento delle conclusioni alquanto discordanti. Ricordo che quando la incontravo, anche da lontano, provavo un sentimento di paura e non ero il solo, tutti i ragazzi intorno alla mia età, dai primi anni di scuola fino alla terza media e anche oltre ne avevano timore. Si diceva che fosse una strega...

Correva silenzioso nella notte. Emozionava salire su un treno così lungo a quattordici anni, quando i viaggi non erano alla portata di tutti e molti non ne sentivano la necessità. L’espresso per Roma era pronto sul terzo binario alle 24.20, prima che le ore diventassero piccole. Il pantografo s’era sollevato silenziosamente in testa all’E646, modello innovativo anni '60 rispetto all'E636 del periodo fascista ancora in uso agli inizi degli anni '50 su quella tratta; aveva scintillato per l’impatto, entrando in collisione con la rete dei fili elettrici sovrastanti che ballonzolavano, frenati dalla tensione che si stabiliva.

L’ex ferroviere Elio Biagini (1923 - 2005) ex sindaco revisore al DLF Rimini, in queste memorie raccolte dal figlio Roberto, ricorda momenti della sua giovinezza trascorsa nella frazione natale di Viserba (RN). Qui, come nella puntata precedente, si sofferma su episodi di vita estiva - Con il mio gruppo di coetanei eravamo sempre in movimento sulla spiaggia e quando a forza di correre ci veniva sete, ci si recava per trovare ristoro in Via Milano angolo Via Bezzecca, dove ora sorge un condominio; lì c’era un pozzo artesiano da dove fuoriusciva un getto d’acqua lungo alcuni metri e dopo un’abbondante bevuta, si faceva anche la doccia.

L’ex ferroviere Elio Biagini (1923 - 2005) ex sindaco revisore al DLF Rimini, in queste memorie raccolte dal figlio Roberto, ricorda come si svolgeva la vita estiva nella frazione di Viserba (RN) quando era ancora un ragazzo - Quando arrivava l’estate, Viserba si svegliava dal letargo invernale e tornava a vivere. In tutte le case le finestre venivano aperte per far sì che il sole asciugasse tutta l’umidità che durante l’inverno inumidiva i muri. In ogni casa, nel giardino, c’erano tanti fiori che inondavano l’aria di mille profumi. Così ci si vestiva a festa per ricevere i bagnanti che puntualmente arrivavano.

Il terremoto del 1976 in Friuli. Ruolo e contributo delle Ferrovie dello Stato. Era l’anno 1976, tra il 6 maggio e il 15 settembre potenti scosse devastarono il Friuli collinare e montano, distruggendo interi paesi. In totale vennero coinvolti 137 comuni come Gemona, Maiano, Osoppo, Buia, Moggio, Venzone, Tarcento, Trasaghis, Montenars, Mels, Buia, Colloredo, Resiutta. L’epicentro del sisma era vicino a Osoppo e Gemona del Friuli. Morirono 990 persone, più di 3000 rimasero ferite, più di 100.000 furono costrette ad abbandonare le loro case. 18 mila edifici furono completamente distrutti, 75 mila rimasero danneggiati.

Con la fine della guerra l’agricoltura friulana stava vivendo una situazione statica anche per la conduzione familiare che la caratterizzava. Era formata, in gran parte, da piccole unità produttive. Secondo le statistiche di quel periodo, la sola agricoltura occupava più della metà delle forze lavorative. In quel periodo erano emigrati più di centocinquantamila friulani, circa un terzo della popolazione. Il Friuli era allora un Friul dulà ch’a no plòvin pì nencia àgrimis, “Friuli dove non piovono più neanche lacrime”, come scriveva Pier Paolo Pasolini nel suo “De loinh”, quando le condizioni di vita della maggior parte della popolazione erano molto dure.

Pom Pom Pom
“Bussano alla porta”

Pom Pom Pom
“Perché aprire?”

Pom Pom
“Chi mai può essere a quest’ora?”

Pom Pom Pom
“Maria apri la porta!”

Pom Pom
“Giuseppe non so chi è!”

Pom Pom Pom
“Maria da noi non ci sono ladri”

Pom Pom Pom
“Giuseppe magari è un immigrato appena sbarcato”

Quanto manchi? Quanto è costata quella notte a Ostia di 41 anni fa
A questo paese che si chiama ancora Italia
Nonostante per colpa tua e della tua orrida morte
Sia affondata nel nulla della presuntuosa ignoranza?

Perché il silenzio e non un immenso urlo?
Trema la Terra
in questi giorni in Italia.
Tremano vecchi, adulti
e bambini
nelle terre di Siria e Iraq e Yemen e Nigeria e...

Quel mattino il sole era più ardente del solito, la campagna intorno era immersa nel silenzio, i rumori della vicina Via Aurelia giungevano ovattati al mio orecchio.
Ero appoggiato al tronco di un albero cercando di concentrarmi nella lettura di un libro, lo scroscio dell'acqua della vicina fontana mi dava un senso di frescura, era un momento piacevole. La mente galoppava in pensieri irreali, assurdi, propri di un ragazzo di 10-11 anni. La vita, per quanto difficile dato il periodo di guerra, non aveva intaccato il mio mondo, dove regnava un’altra realtà, fuori dal tempo.

Lungo la Via Aurelia, dopo la contrada S. Antonino e prima della Madonna del Riposo, al culmine della salita, sulla sinistra andando fuori Roma si incontra l'Ospedale S. Carlo, allora ospedale militare. Ogni sera, siamo nel 1944, alla stessa ora, gli abitanti si recavano nella cappella dell'ospedale per partecipare alla funzione religiosa, a cui partecipavano anche i militari mutilati. Tutte la sere nonna Caterina ci conduceva ad assistere alla funzione, in breve tempo imparammo a conoscere molti dei militari feriti e, conseguentemente, anche loro conobbero noi, ci si chiamava per nome.

Dopo mezzo secolo, avere la possibilità di salire su una locomotiva a vapore, seppure non funzionante, inattiva, è una grande emozione: questo cavallo d’acciaio, grandioso e possente, l’unità 022 del Gruppo 691, “la Regina delle macchine”, ha trainato treni viaggiatori, collegando paesi e città, percorrendo le strade di ferro a tutte le ore, di giorno di notte in qualsiasi situazione ed avversità atmosferiche, pioggia, vento e neve. Ho toccato con le mani pulite il mancorrente della scaletta ripida, verticale e gelida, ho tolto la catenella di protezione dalle colonnine e sono entrato nella cabina, ho visto tutto morto.

Molti soci mi chiedono quando si faranno le elezioni del DLF. Questa a mio parere non è semplice curiosità ma è attenta partecipazione all’evoluzione della propria associazione di appartenenza. Il mandato doveva concludersi già quattro anni fa ma le trasformazioni in FS e le complicate procedure per la stesura di un nuovo statuto che ci collochi a pieno titolo tra le associazioni del “Terzo Settore” hanno allungato i tempi per una nuova consultazione elettorale. Quindi, pensando di fare cosa gradita ai colleghi e ai soci tutti, qui di seguito sono elencati per data i momenti salienti degli ultimi venti anni, dall’evoluzione alla crescita dell’istituto DLF. Buona lettura e buone vacanze.

Trascorro la vita in treno, ho questa impressione. Per lavoro o per diletto e soprattutto per raggiungere il mio amore lontano viaggio spesso in treno. Diciamo che il treno è una delle “mie case”, considerando in senso lato come casa anche l’ufficio, in base alla quantità di tempo che ci passo…

Era comparsa all’improvviso, come dal nulla. Aprendo un cassetto del vecchio scrittoio, una scatola antica l’aveva riportata alla luce: la stilografica della prima comunione. Non vi erano segni d’usura, perché evidentemente una madre previdente l’aveva conservata per delle scritture importanti, certamente non quelle infantili.

“La vigliaccheria chiede: è sicuro? L’opportunità chiede: è conveniente? La vanagloria chiede: è popolare? Ma la coscienza chiede: è giusto? Prima o poi arriva l’ora in cui bisogna prendere una posizione che non è sicura, né conveniente, né popolare, ma bisogna prenderla, perché è giusta”. (Da “Costume e società”, di Martin Luther King)

Non sapeva perché, ma lo aveva acceso.
E ora era lì a guardare lacrime di cera che lentamente
si allontanavano dalla fiamma.
Intorno ognuno pensava a se stesso.

Il 9 febbraio 2016 è stato il compleanno di Sirio Bardelli: 18 lustri e 2/5, ma li porta bene sulle spalle, gli anni! Brio, lucidità da invidiare, forza fisica e tanta voglia di stare in compagnia, principalmente con i giovani, con i quali mette in sorprendente evidenza la sua “LAUREA IN ESPERIENZA”.

Hobby Scrittura

Chi non ha in mente, o già pronto in un file del pc, un testo che vorrebbe far conoscere? Se tra i tuoi hobby c'è quello della scrittura, il DLF ti dà la possibilità di veder pubblicato su questo sito il racconto di una tua esperienza di vita o una storia di fantasia. Vuoi provarci? Se la proposta ti piace, invia la tua opera a info@dlf.it

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