Le cognate

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Roma, dal 24 al 26 maggio 2019 - Chiodo Storto Teatro con la Compagnia IL SOQQUADRO presenta “Le Cognate", di Michael Tremblay, con la regia di Marco De Riso. Un gruppo di donne, chiuse in un salotto, sono impegnate nell'incollaggio di punti premio e, tra verità e ipocrisie, lasceranno emergere le personalità di comiche-disperate figure femminili. Un salotto degli orrori umani in cui le casalinghe frustrate e le zitelle velenose sveleranno le loro miserie in un equilibrato crescendo di comicità e tragedia.

Chiodo Storto Teatro Degli Astri, Via dell'Orsa Minore, 65 - 00144 Roma RM

LE COGNATE, di Michel Tremblay

(traduzione Barbara Nativi e Francesca Moccagatta)

  • Regia: Marco De Riso
  • Scenografie: Pierre David Cavallari
  • Aiuto regia: Maria Paola Miriani
  • Assistente alla regia: Daniele De Matteis

Con la Compagnia "IL SOQQUADRO": Valeria Calvanese, Maura Campagnano, Raffaella Fiochi, Emanuela Lazzara, Cinzia Liuti, Viviana Lo Faro, Francesco Masi, Alessia Mongiello, Andrea Notargiacomo, Donata Radonich, Gianluca Senatore, Andrea Sorani e Iacopo Spositi.

Tredici donne in un salotto alla fine degli anni ’60. Grazie ad uno dei tanti concorsi per massaie desiderose di gadget tecnologici, la padrona di casa vince un milione di “punti premio” che le permetteranno di rimodernare la sua modesta abitazione. Per attaccarli agli appositi album, chiama all’appello per aiutarla tutte le sue conoscenti, vicine, sorelle e lontane parenti: un party per l’incollaggio.
E’ normale, in un contesto così variegatamente “femminile”, aspettarsi invidie e piccole cattiverie; quando donne così diverse sono riunite nell'angusto spazio di una sala in una casa popolare ad incollare il milione di bollini che la fortuna s'è divertita a regalare ad una soltanto di loro, donne ammaliate dall'implacabile simbolo del consumismo: la raccolta dei punti, strumento subdolo e insinuante del marketing.
E qui, chiuse nel salotto, tra l'incollaggio dei punti e piccoli furti, emergono le personalità di queste drammaticamente comiche figure femminili: un vero e proprio museo degli orrori umani, dove si alternano, nello svelare le proprie miserie, sia casalinghe frustrate da mariti impenitenti che zitelle velenose, acide ed arrabbiate col mondo intero.
Le vite parallele di dieci donne, con le loro storie, le loro speranze, le loro volgarità, le loro passioni. Una piccola bottega degli orrori della casalinga frustrata; le protagoniste si animano, si confrontano, si raccontano, si insultano, si sbeffeggiano, si compiangono, gridano rabbie, rancori e umiliazioni patite.
Le casalinghe disperate di Tremblay spettegolano e si accapigliano, appiccicano bollini e sognano, in un crescendo di situazioni comiche che coprono baratri di solitudine e dolore.

NOTE

Nel 1968 un giovane autore del Quebec scrive un testo impietoso e crudele sulla consumistica società femminile del suo paese. Oggi, "Le cognate" di Michael Tremblay, ci spaventano ancora molto, riconoscendo questi atroci personaggi anche oggi.

Il testo, scritto negli anni del massimo impulso del consumismo, è considerato il capolavoro della drammaturgia canadese, per lo straordinario equilibrio di comicità e tragedia, di linguaggio popolare e struttura moderna. Con le sue irresistibili trovate, sa descrivere con sensibilità il vuoto esistenziale di vite di donne, piegate dal perbenismo e dal malumore, tutte casa, chiesa e centro commerciale.

Momenti di "verità inconsapevole", proprio il mondo che desiderano e dove sono veramente libere e felici. Sono solo dei momenti magici appunto, rubati alla routine, al mondo delle regole e della piccola società borghese che le vuole schiave di mariti, di figli, suocere e chiesa.

Uno spettacolo veramente comico racconta sempre una grande tragedia umana: “Le cognate” è un testo sorprendente per la sua forza comica e allo stesso tempo per la sua profondità drammatica. Rappresenta il conflitto sociale all’interno di un piccolo gruppo, dieci "maschere" raccontano la storia del Quebec fine anni '60, ma parlano benissimo di miserie ancora attuali. La scrittura di Tremblay mescola, con un'audacia tutta nordamericana, dialoghi di stampo popolare ed impianto naturalista con monologhi interiori e cori surreali, per coinvolgere lo spettatore, chiamato a misurare la caratura morale della vita. Attorno a questa coinvolgente trama a orologeria, fatta di dialoghi, cori, flashback e monologhi, con una struttura quasi musicale, la vita quotidiana si diverte a porre un quesito: la regola della frustrazione o il diritto alla gioia di vivere liberi?

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Chiodo Storto Teatro Degli Astri
Via dell'Orsa Minore, 65 - 00144 Roma RM

  • Venerdì 24 e sabato 25 maggio ore 21
  • Domenica 26 maggio ore 18.30

Biglietto: 10 euro

Per info e prenotazioni contatta il numero: 329 0994051

Oppure invia un messaggio privato sulla pagina facebook Chiodo Storto Teatro