CONTRASTI

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Bologna, maggio 2018 - Il Gruppo Officina dell’Arte dell’Associazione DLF Bologna ha organizzato una mostra di pittura dal titolo “Contrasti. 30mila 2018. Arte a confronto”, proposta nella Sala Gialla del Parco DLF “Ettore Bufalieri”, a Bologna, dal 26 al 27 maggio 2018. Precedentemente, dal 7 al 13 maggio, le stesse opere sono state esposte nella sede prestigiosa dell'Archiginnasio, Quadriportico inferiore, Piazza Galvani 1, la sede più antica dell'università di Bologna, con una notevole presenza di visitatori.

Definire la parola «contrasto», tracciarne un confine di significato che in qualche modo ne contenga il senso è molto difficile. Oggi le parole non coincidono più con la realtà oggettiva e il celebre detto di Gertrude Steine va ribaltato affermando che une rose n’est pas une rose, una rosa non è più una rosa... Il legame tra le parole e le cose si è rotto, ognuno dà della realtà una propria rappresentazione, ingenerando una deriva che si perde nelle profondità dell’infinito.

Archiginnasio, Quadriportico inferiore, Piazza Galvani 1, Bologna

Quando poi proviamo a rappresentarlo, un contrasto, non possiamo far altro che limitarci ad una figurazione soggettiva, frutto della nostra immaginazione, della nostra solitaria fantasia.
Eppure il contrasto è la sostanza della nostra esperienza quotidiana, la forma del vivere. Se è vero il celebre frammento del filosofo greco Eraclito, «Pòlemos è il padre di tutte le cose», dove Pòlemos significa la guerra, il contrasto, appunto, allora non c’è stato della materia che non sia caratterizzato dal contrasto, non c’è generazione senza contrasto, non c’è dimensione dello spirito che non sia caratterizzata da questa sostanziale opposizione di enti ed essenti.
Ognuno di noi ha sperimentato la natura di questo conflitto nel suo processo creativo. Ogni realizzazione sperimenta una sorta di lotta simbolica, la trova prescritta, e la mette in scena. Poi la liberazione. E se si vuole usare la metodologia scientifica, allora non c’è il più minuto apparire della materia senza contrasto. A livello organico, la vita e i batteri, che ne sono i generatori, sono in perfetto equilibrio strategico quando l’individuo è sano, ma basta un niente e l’esito della battaglia può arridere al fronte della vita come a quello della morte.
Nel macrocosmo la luce lotta per non precipitare in un buco nero e l’orizzonte degli eventi, che sui telescopi satellitari ne descrive la fisionomia, assomiglia tanto all’agitarsi della nostra mente sognante, durante il sonno, ad un campo di battaglia.
Lo scontro, il contrasto di faglie profonde della psiche umana è alla radice del sublime nella pittura protoromantica, ed è forse dalla frizione di un animo esacerbato dal conflitto col nulla che nasce la rivolta, la vittoriosa azione pittorica di Pollock. Nella pace c’è solo un noioso silenzio di morte e la nostra voce inquieta, un sussurro fantastico ne sonda i confini alla ricerca autentica del senso.
Gli artisti del Dopolavoro Ferroviario di Bologna si sono misurati con la tela bianca ed è veramente fonte di meraviglia osservare il loro punto di vista fuori dai flutti turbinosi delle ipotesi pittoriche per cercarne il significato e ammirarne le contrastanti espressioni.
Sognare, lottare con la forma, con il colore, credere nella bellezza della propria visione: è il compito dell’artefice come di colui che guarda: ne usciremo senza dubbio migliori.
È il contrasto che consente la distinzione dall’altro ed è la contrapposizione che permette di vedere l’esistenza dell’altro. Questo semplice atto della scoperta avvicina le diversità e permette l’esperienza immediata del riconoscimento. La comprensione di vissuti lontani, determinati da fattori inconsci storici, culturali, spirituali, crea legami e inconsapevoli condivisioni di emozioni, svolgendo una funzione necessaria all’autenticità di questo processo.
In fondo indagare le differenze avvicina la mente alle molteplici esperienze e dà l’illusione di poter percepire sentimenti e pensieri altrui quasi identificandosi specularmente con l’altro diverso e lontano da noi.
Questo processo di corrispondenza suscita un affetto empatico simulando l’incontro con una condizione umana altra.
La pittura del resto, come colui che la attraversa coi colori, ha la capacità di portare alla luce l’interminabile storia dei nostri conflitti, il prolungato perdurare dei nostri errori, dei nostri ripensamenti. Riesce ad enfatizzare i conflitti con l’ombra delle nostre angosce, a delineare sensi di colpa prima delle nostre vittoriose pennellate di luce, prima che sul caos trionfino i mulini a vento della luce: l’abbaglio della forma istituisce storie, immagini prima della fine del giorno, prima della notte del senso.
Ogni giorno il guizzo luminoso della luce intinge la sua spada nei contrasti del nostro vivere. L’inerzia è impossibile, tutto si trasforma, tutto si muove nel teatro colorato della forma, nel conflitto, nel contrasto inconciliabile tra luce e ombra.

(Mauro Conti. Bologna, 2 aprile 2018)

 

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CONTRASTI. Arte a confronto
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CONTRASTI. Arte a confronto
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Il Gruppo Officina dell'Arte DLF Bologna
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Il Gruppo Officina dell’Arte nasce circa nel 1964 da una passione autentica per la pratica dell’arte.
Da allora si impegna nella divulgazione dell’arte pittorica e incisoria con l’ausilio di qualificati insegnanti che nel tempo sono stati anche docenti della locale Accademia di Belle Arti e operatori del mondo artistico bolognese.

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