“Il Rock'n'Roll…

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“Il Rock'n'Roll patrimonio dell'Unesco”. A proporre l'idea è il presidente DLF Milano, Pino Tuscano, sostenuto da Bobby Solo…patrimonio dell'Unesco”.

A proporre l'idea è il presidente DLF Milano, Pino Tuscano, sostenuto da Bobby Solo.

L’UNESCO ha già riconosciuto il tango nel 2009, lo stesso potrebbe farsi per il rock. L’idea lanciata nel corso di una serata svoltasi al Circolo Ferrovieri Bocciofila e Balera dell'Ortica alla quale ha partecipato Bobby Solo, uno degli interpreti storici del rock italiano. Evento pieno di ricordi, sentimenti e tante emozioni.

Un'altra serata indimenticabile, ripresa dall'edizione regionale del TG3, è stata quella vissuta lo scorso 19 settembre a Milano, presso il Circolo Ferrovieri Bocciofila e Balera dell'Ortica, dagli oltre 600 presenti tra soci ferrovieri e loro famigliari, oltre ai numerosi aggregati al Dopolavoro Ferroviario di Milano.

L’occasione è stato l’ “Ortica Festival Rock'n'Roll”: cena, spettacolo e ballo, organizzato dal DLF di Milano, con la direzione artistica delle sorelle Di Furia e di Pino Tuscano, nel corso del quale è stata lanciata la petizione per chiedere che l’Unesco riconosca tra i suoi patrimoni il “Rock and Roll”. E non poteva essere scelta una sede più appropriata che il concerto tenuto da un ospite d’eccezione: Bobby Solo (nella foto con il presidente Tuscano), l’artista che di questo genere musicale ne ha fatto una ragione di vita.

Per la cronaca, ad aprire la serata, e a fare da sottofondo alla cena a base di specialità abruzzesi, le musiche di DJ Sound Robertino, cui è seguita l’esibizione del gruppo Carmen et les Papillons. Ma l’evento clou, come anticipato, è stato il concerto del cantante romano che, accompagnato dalla sua band, ha scatenato un tifo da stadio da parte di un pubblico eterogeneo, composto da giovani e meno giovani, persino molti ragazzi, che ha lungamente scandito il suo nome, assediandolo con foto e gli ormai inevitabili selfies. L’esibizione della storica “rock star” si è protratta per oltre due ore, nel corso delle quali ha intrattenuto il pubblico con numerose canzoni, tra le quali tutti i suoi maggiori successi, che inevitabilmente hanno coinvolto emotivamente i presenti e riportato alla memoria ricordi e sentimenti di un tempo ormai passato, ma mai dimenticato.

Tanti gli applausi, prolungati e scroscianti, che hanno accompagnato l’esibizione.

“Il Rock'n'Roll patrimonio dell'Unesco”. A proporre l'idea è il presidente DLF Milano, Pino Tuscano, sostenuto da Bobby SoloIl Rock'n'Roll bene comune e patrimonio dell'Umanità

Di Pino Tuscano

E' arrivato il momento di accogliere la musica tra i beni comuni e i valori tutelati dalle istituzioni pubbliche. In questo caso, mi riferisco in particolare alla musica rock, che attraverso il suo forte vento di novità ha contribuito al cambiamento della cultura, del costume, della società.

La diffusione planetaria, la costruzione di un mondo immaginario, il ruolo nello sviluppo sociale, economico e culturale confermano che occorre rilanciare l'attenzione verso la creatività musicale e artistica da parte delle Istituzioni preposte alla salvaguardia dei patrimoni universali.

Anche la Repubblica Italiana dovrebbe attribuire al Rock'n'Roll un riconoscimento ufficiale, conservando, tutelando e promuovendo tutte le sue forme materiali e immateriali, storiche, artistiche e culturali. Nonostante abbia avuto origine negli Stati Uniti, questo genere musicale ha via via messo profonde radici in tutto il mondo e, spesso in forme e modi peculiari, anche nel nostro Paese.

Il riconoscimento e il sostegno delle istituzioni costituirebbero anche un volano economico, apportando un notevole impulso allo sviluppo sociale e culturale del Paese.

Il Rock'n'Roll ha dato un contributo eccezionale, a partire dagli anni '50, a modificare profondamente i costumi e il modo di pensare, a infrangere vecchi tabù, a farci uscire dal “piccolo mondo antico” dell'Italia post-bellica. E' stata una storia notevole di socializzazione, sprovincializzazione, visione internazionale. La nostra storia italiana è stata innervata dalla sua penetrazione attraverso la musica, i juke box, il canto, il ballo, la moda, gli stili di vita.

John Lennon disse: “Prima di Elvis non c'era niente”. E Keith Richards, dei Rolling Stones: “Prima di Elvis il mondo era in bianco e nero. Poi è arrivato... Ed ecco un grandioso technicolor”. Perfino il Presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, nello storico discorso a Selma (7 marzo 2015) ha tra l'altro ricordato il significato e l'importanza di questi filoni musicali: “Siamo gli inventori del gospel e del jazz e del blues, del bluegrass e del country, dell''hip-hop e del Rock'n'Roll, i nostri stessi suoni con tutto il dolce dolore e la gioia sfrenata della libertà.”

Guardando con gli occhi di oggi, pensando all'etica e alla morale attuale, bisogna che tutti ci interroghiamo sul fenomeno e gli stili musicali derivati, per affermare che la musica è una strada per creare un mondo più armonioso e felice. E il diritto alla felicità - ricordiamolo - è anche sancito in alcune Costituzioni e nella dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti.

Ci sono dunque tutti i presupposti per incoraggiar un movimento di opinione che sostenga la proposta di inserire ufficialmente anche il Rock'n'Roll nel patrimonio culturale dell'umanità. L'UNESCO (organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura) lo ha già fatto nel 2009 per il Tango. Lo ha fatto, nel corso degli anni, anche per altre musiche e danze, espressioni di culture e tradizioni popolari, magari poco note, ma meritevoli di essere tutelate e valorizzate. Il Rock'n'Roll lo merita come musica universale.

Da “OF - Osservatore Ferroviario”, Ottobre 2015.

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