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Associazione DLF Udine

 

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di Arianna ROMANO

Siamo prima di tutto un gruppo di amici.

Ci interessa il teatro a più livelli: da spettatori, da attori e da registi; infatti nel gruppo ci sono persone alla prima esperienza e altre che hanno alle spalle più o meno anni di spettacoli recitati e/o diretti da loro.
Fino all’anno scorso parte dei componenti dell’attuale compagnia formavano un gruppo autogestito e autofinanziato. Dal novembre di quest’anno siamo stati “adottati” dall
Associazione DLF Udine per essere il gruppo teatrale di un’istituzione che raccoglie già numerosi gruppi culturali e sportivi. Così adesso abbiamo una sala prove e dei fondi.

Siamo una compagnia amatoriale, non siamo professionisti, ma non è questo a non farci lavorare in modo “professionale” sia per le prove che per gli spettacoli. Questo significa che, quando vogliamo mettere in scena un copione, ci incontriamo regolarmente una sera alla settimana da ottobre a giugno intensificando le prove con l’avvicinarsi dello spettacolo e facendo qualche incontro di ripasso o aggiustamento anche prima di ogni replica.

Il lavoro di preparazione al teatro e allo spettacolo che portiamo avanti per alcuni mesi è organizzato in due momenti: per il primo periodo ci dedichiamo al Laboratorio teatrale: il training che ogni attore dovrebbe fare per conoscere teorie e tecniche teatrali utili per rendere al meglio nel “mestiere” di recitare. Il lavoro propedeutico alla teatralità è fondamentale per chi recita per la prima volta ma serve principalmente per formare un gruppo affiatato di persone che hanno tutte un obiettivo comune: preparare la rappresentazione teatrale al meglio sia per il pubblico che per se stessi.
Nel secondo periodo invece si fa il montaggio vero e proprio dello spettacolo che andrà in scena: si assegnano le parti e si provano le scene, sempre però mantenendo il collegamento con il training che permette di ideare soluzioni sceniche e costruire i personaggi; quindi rispettare l’opera sulla quale si sta lavorando pur plasmandola sulle potenzialità del gruppo e dei singoli attori.

Nei prossimi anni vogliamo continuare la ricerca teatrale mettendo in scena ogni anno un testo diverso e di conseguenza sperimentando teorie e tecniche di recitazione differenti. Questo ci permette sia di approfondire la nostra conoscenza dell’arte teatrale che di provare su se stessi, come individui, modalità di approccio alla vita e agli altri.
Gli esercizi teatrali ed un progetto comune mettono inevitabilmente in comunicazione le persone che condividono “le regole del
gioco”: facciamo teatro per divertirci insieme ma nessun gioco può funzionare senza le sue regole.

gli spettacoli

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La Compagnia Sabato 6 ottobre 2007 presso l’Auditorium Comunale di Roccella Jonica (RC) durante la VII edizione della Settimana nazionale della Cultura

23 - 28 settembre 2008

La VIII edizione della Settimana nazionale della Cultura a Campobasso

Sabato 27 settembre 2008, ore 18.00, presso la Sala Teatro del DLF Campobasso, la Compagnia ‘Ndescenze ha messo in scenaMA È ASSURDO! SCEME DI VITA?”, spettacolo comico da testi di W. Allen, E. Ionesco, A Campanile, K. Valentin.
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PREMI
  • PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA alla Compagnia ‘Ndescenze di Udine per l’entusiasmo e la freschezza profusi nella semplicità della scena.

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Venerdì 30 maggio 2008 alle ore 21.00 al Teatro Palamostre di Udine con ingresso libero: Ma è assurdo! Sceme di vita?, spettacolo comico da testi di W. Allen, E. Ionesco, A Campanile, K. Valentin.

Sabato 6 ottobre 2007, ore 11.00, presso l’Auditorium Comunale di Roccella Jonica (RC) durante la VII edizione della Settimana nazionale della Cultura, il Gruppo Teatrale “Ndescenze” presentaE ORA QUALCOSA DI COMPLETAMENTE DIVERSO… IL SENSO DELLA VITA”.
Interpreti:
Daniela Bortolin, Massimiliano Degano, Loredana De Lucia, Tommaso D’Odorico, Gioia Dominaci, Giuly Fogolin, Paola Gusmani, Antonia Lenoci, Sabrina Nichelini, Anna Polame, Alla Puntel, Norbert Putora, Matteo Rotta, Gianna Santagata.

Coordinamento:
Arianna Romano

Sabato 12 e domenica 13 maggio 2007 Il Gruppo Teatrale dell’Associazione DLF Udine in collaborazione con il Circolo Arci Nuovi Orizzonti di Udine propone uno stage full immersion sulle tecniche e le regole dell’improvvisazione teatrale.

Nel 2007 il Gruppo Teatrale ‘Ndescenze del Dopolavoro Ferroviario di Udine presenta “La piccola bottega degli orrori”, di Roger Corman.

Il 2006 è lanno di E ora qualcosa di completamente diverso… IL SENSO DELLA VITA!”, un copione derivato dalla traduzione e adattamento teatrale di sketches televisivi anni '70 degli inglesi Monty Python

Sogno di una notte di mezza estate”, che abbiamo messo in scena nel 2005, è una tra le più note opere di William Shakespeare, molto rappresentata perché si presta alle più diverse interpretazioni. Noi della Compagnia del DLF abbiamo lavorato su alcune tecniche teatrali per la resa dei diversi personaggi nelle differenti trame.

Nel 2004 abbiamo lavorato sulla rilettura in chiave anni Sessanta di “Frankenstein Junior” di Mel Brooks, riadattandolo nei costumi, nelle scelte musicali e modificando alcune scene.
Durante le prove abbiamo rielaborato il brano musicale “Time Warp” preso dal Rocky Horror Picture Show riscrivendo il testo in base alla storia di Frankenstein e abbiamo creato la coreografia per una scena corale dello spettacolo.

Nel 2003 abbiamo portato in scena Legali da legare – gli show radiofonici dei Fratelli Marx, mentre negli anni precedenti alcuni componenti dell’attuale gruppo hanno messo in scena “Deus ex machina” di Woody Allen (2002) e “Chi ruba un piede è fortunato in amore” di Dario Fo (2001).

Il Gruppo Teatrale del Dopolavoro Ferroviario di Udine si caratterizza per la ricerca di testi sempre diversi, appartenenti a differenti generi, sia per approfondire la conoscenza dellarte del teatro che per sperimentarne le modalità di approccio.
Il lavoro propedeutico alla teatralità è fondamentale per chi recita per la prima volta ma serve principalmente per formare un gruppo affiatato: infatti, prima di preparare lo spettacolo vero e proprio si lavora per alcuni mesi su un laboratorio di teorie e tecniche teatrali propedeutiche alla recitazione, provando esercizi di training motorio, movimento nello spazio, ritmica e gestualità, emissione e uso della voce, dinamica di gruppo e improvvisazione.
Il collegamento con il training permette di ideare soluzioni sceniche e costruire personaggi: si sviluppa dapprima la libera interpretazione espressivo-registica dei partecipanti, che in un secondo tempo viene incanalata dalla coordinatrice per la messa in scena.

Ogni anno la Compagnia è aperta ai nuovi partecipanti che, tramite questo tipo di preparazione, ben presto diventano elementi del gruppo al pari di chi lo frequenta già da anni.

Gli incontri del Gruppo avvengono presso la sede della Sesta Circoscrizione, a Udine, in Via Santo Stefano 5, dalle ore 20.30.

Ha inoltre accordi e convenzioni con le sale teatrali vicine: a Udine, Teatro Nuovo e spettacoli del CSS, a Cervignano, a Pontebba.

Responsabile: Arianna ROMANO, cell. 347 8737763
e-mail aryadne@tin.it

internet ndescenze.altervista.org

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Venerdì 30 maggio 2008

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La locandina realizzata per lo spettacolo

MA È ASSURDO! SCEME DI VITA?, spettacolo comico da testi di W. Allen, E. Ionesco, A Campanile, K. Valentin, in scena venerdì 30 maggio alle ore 21.00 al Teatro Palamostre di Udine con ingresso libero.

“Ma è assurdo!” Quante volte lo pensi vedendo le cose di ogni giorno snaturarsi partendo da un fraintendimento, un gioco di parole, un doppio senso.
Questo spettacolo è una paradossale investigazione sulla realtà partendo da minuscole vicende: l’errore casuale porta ad una contrapposizione inarrestabile creando un altro mondo che ha una sua logica, le sue conseguenze, che rendono la realtà monotona suscettibile di improvvise scintille.
Portiamo sulla scena esempi di follia quotidiana, l’arbitrarietà di un mondo condizionato dall’assonanza dei nomi, dalla supremazia delle parole sul loro significato.
Giochiamo con l’umorismo di formule e frasi fatte che nella vita si accettano e si ripetono automaticamente, con le idee e i luoghi comuni, e la riduzione all’assurdo attraverso l’esasperazione dei comportamenti.
Situazioni che smascherano il senso comune con l’attacco alla forma, dove la comicità è basata sull’inganno momentaneo che fa credere di non essere implicati negli avvenimenti rappresentati mentre ogni giorno queste storie si realizzano, anche sotto i nostri occhi.

Scene di vita, insomma, e se ci pensi bene neanche troppo “sceme”… Può succedere anche a te!

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Sabato 12 e domenica 13 maggio 2007

STAGE DI IMPROVVISAZIONE COMICA CON SPETTACOLO FINALE
presso il Circolo Arci “Nuovi Orizzonti” Via Brescia 3, località Rizzi (Udine)

Sabato 12 maggio

  • Ore 15.00-16.00 Esempi di gare improvvisazione teatrale

  • Ore 16.00-19.00 Esercizi propedeutici all’improvvisazione

Domenica 13 maggio

  • Ore 10.00-13.00 Esercitazioni avanzate di improvvisazione comica

  • Ore 14.00-19.00 Montaggio di sketches improvvisati

  • Ore 20.30 Dimostrazione-lavoro: gara di improvvisazione teatrale aperta al pubblico

Il Gruppo Teatrale dell’Associazione DLF Udine in collaborazione con il Circolo Arci Nuovi Orizzonti propone uno stage full immersion sulle tecniche e le regole dell’improvvisazione teatrale presso la sede del Circolo, in Via Brescia 3, località Rizzi (UD).

La particolarità del corso è che la tecnica dell’improvvisazione non viene proposta solo come strumento necessariamente teatrale ma principalmente come gioco: infatti il lavoro si conclude con una vera e propria gara di improvvisazione tra due squadre per aggiudicarsi il favore del pubblico.

I giocatori-attori imparano a creare scene improvvisate. Le gare di improvvisazione, infatti, nascono dall’attore creativo, autore e regista di sé stesso e dall’unico spunto datogli: un tema (titolo) ed una categoria (alla maniera di…). Il pubblico assiste “in diretta” alla nascita dell’evento tramite l’immediata rappresentazione delle idee dell’individuo-attore che è rivalutato come momento centrale dello spettacolo.

L’improvvisazione è un approccio al teatro che si pone come fine quello di realizzare delle scene partendo da una struttura di massima sulla quale gli attori costruiscono gli scambi di battute.
La tecnica dell’improvvisazione a teatro parte da specifici giochi-esercizi da fare nel gruppo, utili ed essenziali per risvegliare e sviluppare le capacità creative degli attori: le associazioni di idee, l’ascolto delle proprie sensazioni, il “mettersi in gioco” e la fantasia, troppo spesso assopita.

Nel corso del seminario verrà mostrato come l’improvvisazione da sola possa creare uno spettacolo. Inoltre, verrà sperimentato come le sue teorie e le sue tecniche si possano applicare a testi scritti.
Lo scopo è di ottenere un “montaggio” delle scene che risponda, nei movimenti e nelle azioni, a quelle esigenze di “verità” ed “urgenza” a volte trascurate a favore di sterili coreografie.
Quanto alla parola scritta, l’improvvisazione permette appunto di cogliere il senso drammaturgico delle battute, essenziale per lo sviluppo della scena, che solo in un secondo tempo va integrato con la memoria integrale del testo.

Per non iniziare le prove di uno spettacolo sacrificando da subito la resa scenica perché costretti a tenere in mano il copione.

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI cell. 347 8737763

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La piccola bottega degli orrori”, di Roger Corman

La piccola bottega era un cult movie molto popolare negli Stati Uniti, fu uno dei primi horror pieni di humour (come successivamente Frankenstein Junior di Mel Brooks), mentre in quel periodo i film dell’orrore venivano presi sul serio, dovevano fare paura, non far ridere.

Era il 1960 quando Roger Corman girò questo film in due soli giorni, utilizzando una scenografia già esistente creando l’archetipo della sua produzione: un buon prodotto ad un budget ridicolo. Il regista scrisse la storia dall’oggi al domani insieme a Charles Griffith, sceneggiatore. Fu una sfida e si rivelò una vittoria, dal momento che divenne un piccolo cult movie. La macabra storia è trattata in modo molto ironico, rendendo il film un piccolo gioiello di humour nero.

Protagonista di questa horror-comedy è sicuramente Audrey 2, una versione vegetale del mito vampirico, forse la creatura mostruosa appartenente al regno delle piante più riuscita nella storia del cinema fantastico.

Nel 1982 a New York fu prodotto l’omonimo musical, e nel 1986 un remake musicale cinematografico diretto dal regista Frank Oz, nel quale si trovano moltissime citazioni che fanno la parodia ai film di fantascienza, ai “B-Movies”, ai thriller e alle commedie musicali romantiche, mentre la vicenda nasconde anche un’ironica analisi della società americana, con i sogni e le illusioni di coloro che vivono nei quartieri più degradati aspettando un evento che possa permettere loro una vita migliore. La vicenda può essere vista non solo come una storia d’amore  ma anche come una leggenda del Faust: una storia di destino e di tentazioni, di fine del mondo, di attrattiva di lucro e di difficili scelte morali, nell’epoca che permise il fiorire del cinema Fanta-Horror quando, nel periodo della guerra fredda, si offriva al grande pubblico la possibilità di esorcizzare la paura dell’invasione sovietica.

Una strana pianta carnivora proveniente dallo spazio, e dotata di una perfida intelligenza, sconvolge la vita dei gestori di un misero negozio di fiori in un sobborgo di Manhattan, dapprima procurando successo e denaro, poi cercando di attuare il suo piano di conquista del mondo.
Infatti il vegetale prospera solo se nutrito di sangue umano, e lo pretende dal timido e maldestro garzone del fioraio che diverrà killer suo malgrado.
La bizzarra piantina attira molti nuovi clienti al negozio, che fino al giorno prima era stato sull’orlo del fallimento: arriva la notorietà, gli affari del proprietario vanno a gonfie vele. Anche la storia con la collega della quale il ragazzo è segretamente innamorato (pur essendo lei fidanzata con un dentista sadico!) inizia a funzionare… ma è tutto un trucco, infatti il mostruoso vegetale non è che l’avanguardia di un’invasione extraterrestre. 

Ci sarà il lieto fine?

In scena sabato 2 giugno 2007 alle 20.45 all’Auditorium Zanon di Udine. Ingresso libero!

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E ora qualcosa di completamente diverso…
…IL SENSO DELLA VITA!

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la locandina dello spettacolo

da John Cleese, Graham Chapman, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones, Michael Palin. 

I Monty Python sono stati gli Aldo, Giovanni e Giacomo dell’Inghilterra anni ’70.

Questo spettacolo è un insieme di sketches del sestetto comico. Le scene sono tratte dalle puntate di un programma televisivo andato in onda sulla BBC per 45 episodi tra il 1969 e il 1974 e da due tra i loro film più conosciuti. 
Il copione deriva dalla traduzione e adattamento teatrale dei filmati originali: qui il testo è solo un pretesto per lavorare sulla forza comica che scaturisce non solo dalle battute ma dalla caratterizzazione degli attori e dalla loro reazione alle situazioni createsi. L’incontro assurdo tra situazioni stereotipate e la caratterizzazione dei personaggi rende indispensabile un approfondito lavoro sia sui singoli personaggi che sulle dinamiche delle scene di gruppo.

I Monty Python si caratterizzano per la continua ricerca ed elusione delle regole non necessarie alla comicità, come ad esempio la battuta finale, e in questo rientrano nella tendenza che accomuna tutte le arti nel ‘900.
I testi sono stati selezionati in base alla fattibilità teatrale quindi lavorando sull’adattamento di effetti ed ambienti cinematografici.

1 - 7 ottobre 2007 La VII edizione della Settimana nazionale della Cultura a Roccella Jonica (RC)

Sabato 6 ottobre 2007, ore 11.00, presso l’Auditorium Comunale di Roccella Jonica il Gruppo Teatrale “Ndescenze” ha messo in scena “E ORA QUALCOSA DI COMPLETAMENTE DIVERSO… IL SENSO DELLA VITA”, commedia liberamente tratta dagli sketches comici di Monty Python.

  • Interpreti: Daniela Bortolin, Massimiliano Degano, Loredana De Lucia, Tommaso D’Odorico, Gioia Dominaci, Giuly Fogolin, Paola Gusmani, Antonia Lenoci, Sabrina Nichelini, Anna Polame, Alla Puntel, Norbert Putora, Matteo Rotta, Gianna Santagata

  • Coordinamento: Arianna Romano

Immagini di E ORA QUALCOSA DI COMPLETAMENTE DIVERSO… IL SENSO DELLA VITA”, rappresentato il 6 ottobre 2007 presso l’Auditorium Comunale di Roccella Jonica (RC) clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine
PREMI
  • MENZIONE SPECIALE: ORIGINALITA’ DEL LAVORO al Gruppo teatrale ‘Ndescenze perché è stata apprezzata la realizzazione di un lavoro corale ed originale, imperniato sulla sinergia tra i componenti del gruppo

 

La Compagnia fotografata dopo la performance del 20 ottobre 2006, nel corso della "Settimana nazionale della Cultura DLF", organizzata dal DLF Udine

 

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Sogno di una notte di mezza estate

La storia, scritta da Shakespeare nel 1596 per una festa di nozze, la commedia più amata dal pubblico, ma molto apprezzata anche dalla critica, è l’intreccio di quattro trame, mondi diversi che agiscono e convivono nello stesso spazio e tempo.

Mentre si prepara il matrimonio di Teseo e Ippolita, Ermia e Lisandro decidono di lasciare la città per sfuggire alle nozze organizzate da Egeo per sua figlia con Demetrio.
Elena decide di svelare a Demetrio il loro piano, sperando nella riconoscenza di lui.
Nel frattempo Oberon e Puck ordiscono un incantesimo ai danni di Titania, e decidono di interferire nei casi umani con una magia che faccia innamorare Demetrio di Elena, così da ristabilire l’equilibrio nelle coppie.
In questi eventi viene coinvolto un gruppo di ignari artigiani ateniesi che si trovano nel bosco per provare lo spettacolo che rappresenteranno alle nozze del duca.
La vicenda si svolge in un bosco nei pressi di Atene nella notte che precede di quattro giorni il primo novilunio dopo il solstizio d’estate (21 giugno).

CORNICE

Trama elisabettiana - Personaggi di corte (seicenteschi)

  • Teseo: duca di Atene

  • Ippolita: regina delle Amazzoni, futura sposa di Teseo

  • Egeo: padre di Ermia

INNAMORATI

Trama romantica

  • Lisandro: innamorato di Ermia

  • Demetrio: promesso sposo di Ermia

  • Ermia: innamorata di Lisandro

  • Elena: amica di Ermia, innamorata di Demetrio

FOLLETTI

Trama magica (medioevale)

  • Oberon: re degli elfi

  • Titania: regina delle fate

  • Puck: folletto al seguito di Oberon

  • Fata: al seguito di Titania

ARTIGIANI

Trama comico-realistica (farsa plautina), con espediente stilistico del “teatro nel teatro”

  • Tacchia che recita la parte del Prologo

  • Chiappa che recita la parte di Piramo

  • Sospiro che recita la parte di Tisbe

  • Morsa che recita la parte del Leone

  • Stagna che recita la parte del Muro

  • Mortimpiè che recita la parte del Chiaro di Luna 

Il “Sogno” è una tra le più note opere di William Shakespeare, molto rappresentata perché si presta alle più diverse interpretazioni.
Noi della Compagnia del DLF abbiamo lavorato su alcune tecniche teatrali per la resa dei diversi personaggi nelle differenti trame. Le tecniche di movimento e vocali utilizzate prendono spunto dal teatro “fisico” di
Jerzy Grotowsky e dalle teorie di uno dei suoi allievi: Eugenio Barba.
Abbiamo scelto una traduzione che rendesse giustizia alla prosa poetica di Shakespeare pur non usando espressioni troppo auliche.
Trattandosi di un testo dove la parola ha una grande importanza, i personaggi non sono stati studiati dal punto di vista psicologico, ma abbiamo ricercato il tipo di energia che li muove partendo dai quattro elementi naturali: aria, acqua, terra e fuoco.

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Frankenstein 60’s
(con la collaborazione di Nicola Fraccalaglio)

Avete presente Frankenstein Junior di Mel Brooks? Ecco, pensate come sarebbe stato negli anni Sessanta…

Cominciamo dall’inizio. Il cinema dell’orrore nasce negli anni ’30 con film come “Frankenstein” di James Whale, tratto dall’omonimo romanzo di Mary Shelley del 1818. Non è facile dire cosa si intende per orrore, anche perché questo concetto nel cinema ha avuto una notevole evoluzione.
Se consideriamo il Frankenstein si nota che la tensione viene creata soprattutto da alcuni particolari: le musiche, la scenografia, le luci ma soprattutto la “maschera” del mostro creata dal truccatore. Il film, grazie a questi elementi, riesce a terrorizzare anche senza scene cruente che avrebbero potuto turbare il pubblico di allora.
Col passare degli anni questo tipo di cinema si è diramato in altri, potremmo chiamarli, sotto-generi (Horror-splatter, Horror-fantascientifico ecc.) molto più crudi o espliciti.
Come capita ormai per tutti i classici del cinema anche il film di Whale è stato ripreso dai registi più vari per farne diversi e a volte terribili remake.

Frankenstein Junior” (Young Frankenstein) di Mel Brooks è del 1974: è una parodia - anche se non completamente - di Frankenstein, ed è una delle migliori che si ricordino.
Una parodia non si può considerare un remake a tutti gli effetti ma può essere definita come un sottoinsieme. Per esistere, la parodia ha innanzitutto bisogno di un film preesistente e tale film deve essere  possibilmente ben radicato nella mente dello spettatore. Inoltre è sempre meglio che il film da parodiare sia di un genere ben definito: non per niente le migliori parodie sono quelle che attaccano film classici.
La parodia agisce su un film ribaltandone completamente il senso: dove prima c’era tensione ora c’è il grottesco, dove c’era il drammatico ora c’è il comico.

Gran parte della comicità di Frankenstein Junior si basa sui dialoghi e sui giochi di parole con molte gag, che sdrammatizzano l’atmosfera tetra del primo film. E’ chiaro che la versione italiana perde molto rispetto a quella in lingua originale. Tutto il film è un continuo susseguirsi di battute, citazioni, doppi sensi e allusioni, e spesso, nella nostra lingua, non vengono adeguatamente rese.
Uno dei procedimenti comici caratteristici di Brooks è l’ “anticlimax”; con esso si indica una brusca caduta di tono, da un livello solenne ad uno modesto.
Un altro “marchio di fabbrica” della comicità Brooksiana è l’ “esorbitante”, ossia l’esagerazione delle dimensioni:
le battute spinte brooksiane (sempre presenti nei suoi film) sono indispensabili per spoetizzare situazioni troppo sentimentali o di genere.
Nel film ogni personaggio ha una sua carica comica ed un suo spazio, nessun elemento risulta inutile, per questo motivo è amato da molti al punto da conoscerlo praticamente a memoria. È un opera che può considerarsi anche più di una parodia: praticamente un remake del film di partenza per il citazionismo, la trama e la cura per la ricostruzione degli ambienti. Anche se la maestria usata nella sdrammatizzazione delle scene più inquietanti, la caricatura dei personaggi e la sceneggiatura ricca di gag porta a pensare ad una parodia.

Da qui l’omaggio del nostro gruppo teatrale con lo spettacolo “Frankenstein 60’s” che in fase di prova ha indirizzato il lavoro verso le atmosfere degli anni Sessanta lavorando sulla riambientazione tramite le musiche, i costumi e l’adattamento di alcuni particolari della storia.

Il gruppo ha svolto un percorso di laboratorio teatrale e di lavoro sui personaggi parallelamente al gruppo teatrale dell’ISIS “V. Manzini” di San Daniele del Friuli dove gli studenti, coordinati dalla stessa operatrice teatrale, hanno presentato al Palio Teatrale Studentesco lo stesso testo. I due gruppi hanno provato separatamente per poi incontrarsi a lavoro quasi ultimato al fine di rendere possibile uno scambio costruttivo di tecnica teatrale, sia tra i gruppi che tra i singoli attori. Il percorso fatto dai due gruppi di attori si pone come un esempio di attività teatrale lontana da qualsiasi confronto.

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Legali da legare

Spettacolo teatrale tratto dagli show radiofonici dei Fratelli Marx

Anni ’30: l’America è scossa da un trio comico inarrestabile, i fratelli Marx. 
Groucho, baffone dalla battuta a raffica, Chico, macchietta dell’immigrato italiano e Harpo, figura muta al contempo angelica e assatanata. 
Tra i loro film ci sono dei classici ormai del cinema mondiale come “
Una notte all’opera”, “La guerra lampo dei fratelli Marx”, “Un giorno alle corse”. 
In ogni scena, in ogni situazione, il loro ruolo è quello di distruggere dalle fondamenta ogni tipo di figura sacra della società: la politica, il teatro, la scuola, le buone maniere, gli eroi, la guerra, la medicina, la malavita, la polizia, lo sport...

Le varie emittenti radiofoniche facevano a gara per accaparrarsi grossi nomi, un po’ come oggi le televisioni, e i Fratelli Marx erano una preda appetitosa, reduci da una serie di successi cinematografici, teatrali e da anni e anni di militanza nel Vaudeville.
Per due trimestri, dall’autunno del ’32 alla primavera del ’33, la radio - il più grande medium dell’epoca - invita i fratelli Marx ad esibirsi nell’etere, con ventisei puntate settimanali di trenta minuti composte da materiale inedito, diverso da quello visto nei film. Ora al grande mito dei fratelli Marx si aggiunge la piccola leggenda dei loro copioni perduti e poi ricomposti. Gli episodi infatti rimangono per 56 anni in un cassetto della SIAE americana, per essere ritrovati nel 1989.

Noi ne abbiamo tratto spunto per riproporne sei in una trasposizione teatrale.

Si tratta del classico prodotto dei Fratelli Marx: procuratori legali sì, ma ribelli ad ogni legge, a ogni logica che non sia quella del divagare con testi deliranti in un mondo stralunato e a volte surreale. Queste scene per la radio sono brevi e demenziali farse piene di buonumore e buon-non-senso nelle quali non c’è quasi parola che non stia dentro un gioco di parole e dove la scemenza è elevata all’ennesima potenza.
Nelle radiocomiche, infatti, Groucho Marx è lo scalcinato avvocato Waldorf T. Beagle, squattrinato azzeccagarbugli cinico e disposto a tutto, sempre alla caccia di un pollo da spennare.
Chico Marx è Emmanuel Ravelli, (di nuovo un personaggio con accento e cognome italiano, secondo la regola dello stereotipo da lui creato) sgrammaticato assistente inetto e scansafatiche assuntosi da sé.
Harpo, in quanto figura muta, risulta assente da queste commedie radiofoniche ed anche Zeppo, il quarto fratello, compare esclusivamente nei film in quanto aveva principalmente il ruolo del “bello”.

I fratelli Marx hanno scardinato le regole del varietà di Broadway con i loro show folli, liberando l’umorismo dal ghetto delle arti minori nonché dalle regole del secolo precedente che prevedeva una comicità educata, innocente, serena.
Il nostro spettacolo vuole essere quindi
un omaggio al grande Groucho, personaggio che non fa mai quanto ci si aspetta, anzi, fa sempre il contrario con il suo contraddirsi nell’eterno e fantastico stile delle sue battute.
La sua influenza, basata sull’irriverenza, sull’assurdo e sulla distorsione del linguaggio, è ancora viva oggi nel nostro attuale modo di ridere per esempio nella comicità di Woody Allen, il suo più grande erede artistico.

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INFORMAZIONI

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Tel. e fax FS 935
/843/23/54
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internet www.dlfudine.it

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