111 Associazioni DLF sul territorio italiano
Nel mese di ottobre del 1925 vedeva la luce l'Opera Nazionale Dopolavoro. Tante cose sono cambiate da allora nella società, nell'azienda di cui siamo emanazione e nella nostra associazione.
Dopo la fase di sviluppo iniziale, vissuta durante il periodo della dittatura fascista, il dopolavoro ha dovuto fare i conti con i disastri della guerra e il difficile periodo della ricostruzione; poi gli anni del boom economico, la congiuntura ed infine - e siamo ai giorni nostri - i complessi processi di trasformazione verso la società del terzo millennio.
Il Dopolavoro Ferroviario, con le sue 111 sedi sul territorio alle quali aderiscono circa 170.000 soci, è oggi una delle più importanti realtà associative in Italia.
Il Dopolavoro vide la luce in un'Italia in cui l'economia, prevalentemente agricola, andava riconfigurandosi verso il modello industriale.
Nei difficili processi di trasformazione che nel Novecento hanno cambiato l'Italia con un ritmo sconosciuto nei secoli precedenti, la ferrovia, con la sua struttura complessa e multi-disciplinare, ha rappresentato costantemente un punto di riferimento ed una "cartina di tornasole" delle mutazioni in atto.
Ed eccoci qui oggi, dopo 85 anni, a comunicare su Internet, a scriverci in posta elettronica, a ricercare costantemente l'aggancio con le tecnologie che cambieranno di qui a breve il nostro modo di vivere.
Questa consapevolezza della modernità non ci impedisce, però, di guardare ad un passato di cui siamo orgogliosi e che è ancora oggi in grado di stimolarci ad indirizzare i nostri sforzi per fare sempre meglio e sempre di più per la nostra base associativa.
Auguri e grazie a tutti.
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