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GRUPPO FERMODELLISTICO
CIRCOLO DLF PRATO

Plastico della “DIRETTISSIMA”
Bologna-Firenze

INFORMAZIONI

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Stazione di Vernio. Stazione di Vernio. Imbocco galleria Gabbolana.
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FV di Vaiano. Stazione di Vaiano. Stazione di Vaiano.
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Transito su ponte cinque archi vallata Rio Allese. Transito convoglio verso F1 sul secondo ponte sul fiume Bisenzio. Transito convogli sul primo ponte sul fiume Bisenzio.
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Tratto: Ponti sul fiume Bisenzio - Pozzo alla Botte. Tratto: Pozzo alla Botte - Ponti sul fiume Bisenzio.
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Località Pozzo alla Botte. Muri ad archi ciechi e imbocco sud galleria Saletto. Imbocco nord galleria Rocca di Cerbaia e vista dei ruderi del Castello di Rocca di Cerbaia.
Il soggetto

 

E’ la rappresentazione in scala 1:87 delle stazioni di Vernio e Vaiano sulla linea ferroviaria “Direttissima” Bologna-Firenze e di alcuni tratti di ferrovia e del paesaggio circostante compresi fra queste stazioni.

Si sono dovuti studiare notevoli accorgimenti nelle lavorazioni per ottenere un’opera molto realistica di alto valore, non solo modellistico, ma anche didattico e culturale.

Realizzato nei locali del DLF da un gruppo di appassionati di modellismo ferroviario, il plastico si compone di quattro scenari distinti con una superficie di mq 80 circa e, precisamente, le stazioni di Vernio e di Vaiano, eseguite quasi nella loro effettiva lunghezza, comprensive di tutti i fabbricati, binari, scambi e segnali, ed i tre tratti ricadenti nelle località Rio Allese, Ponti sul Bisenzio e Pozzo alla Botte con le opere d’arte in perfetta scala 1:87.

Si riportano, sinteticamente, per una più rapida presentazione e intuizione, le principali caratteristiche dell’impianto:

  • Scala di riduzione 1:87 (HO)

  • Alimentazione in c.c. 12 V per la trazione; in c.a. 15 V per i servizi

  • Ossatura portante in legname trattato antitarlo, rete metallica tipo zanzariera carta e gesso per rilievi montuosi

  • Armamento posato su sughero con binari Shinohara per complessivi 280 metri con anello principale dei due binari di corsa (pari /dispari) di m 65 corrispondente a km 5+655 in realtà

  • Scambi Shinohara con movimento lento sottoplancia Fulgurex o Circuiton con tangenti di angoli di 4-6-8 gradi per un totale di 55 scambi ed 8 sganciavagoni Roco

  • Raggio curve minimo di 130 cm, massimo 170 cm, con sopraelevazione in curva e curva a raggio variabile d’ingresso

  • Palificazione e catenaria Sommerfeldt modificata sugli scambi, non funzionante elettricamente (360 pali)

  • 7 portali di linea più uno su portale galleria (costruiti artigianalmente)

  • 40 segnali semaforici a vela tonda e quadra ("Il treno")

  • 22 lampioni di stazione e 4 torri faro ("Il treno")

Fabbricati, viadotti, ponti, imbocchi gallerie, opere minori, muri, realizzati in compensato e finiture in cartoncino o gesso da odontotecnici, tutti costruiti artigianalmente per un totale di:

  • 39 fabbricati di varie dimensioni e tipologie

  • 10 portali di galleria

  • 2 viadotti a tre archi ribassati (fiume Bisenzio)

  • 1 viadotto a cinque archi tutto sesto (Rio Allese)

  • 5 opere minori (sottovia, cavalcavia, ponticelli)

  • muri di contenimento per uno sviluppo di m 5 circa

Paesaggio: alberi, prati, cespugli ottenuti con prodotti commerciali (Noch-Kibri) trattati con procedure particolari. Formazioni rocciose ottenute con stampi siliconici e gesso da odontotecnici. Acqua dei torrenti ottenuta con prodotto epossidico (Faller-Prochima).

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Tecniche costruttive

 

Il tempo concesso dal DLF e l’entità dei finanziamenti hanno permesso una lavorazione tranquilla a  tutto vantaggio della cura dei particolari e l’uso dei materiali migliori.

Abbiamo utilizzato la cartografia della Regione Toscana in scala 1: 5000, i piani di stazione fornitici dalle FS ed effettuato sopralluoghi anche in linea, accompagnati da personale FS e agenti Polfer, per riprodurre la realtà nel modo modellisticamente più fedele, sia dal lato strettamente ferroviario, sia da quello paesaggistico.

La struttura di legno trattato antitarlo rispecchia un sistema costruttivo ideato da un modellista statunitense. L’intelaiatura portante è ottenuta da due longheroni ad L sui quali vengono fissate le centine orizzontali e verticali a sostegno del paesaggio e della sede ferroviaria, posata su tavola multistrato da 15 mm di spessore. Questo sistema permette l’esecuzione di plastici privi di spigoli, con rotondità che consentono un miglior effetto scenografico, l’installazione di botole di ispezione ed una più agevole circolazione negli spazi a disposizione dei visitatori. Inoltre, in ogni zona, si possono effettuare facilmente modifiche che si rendessero necessarie durante i lavori.

La linea a doppio binario (due anelli di 65 m ciascuno) ha un andamento orizzontale, tranne due tratti di circa 8 metri con pendenza di 10 mm/m per effettuare lo scavalcamento nel punto d’incrocio del tracciato.

Binario flessibile e scambi sono posati su massicciata di sughero. Nelle curve si è curata la sopraelevazione della rotaia esterna e i raccordi parabolici con i rettifili.

Le rotaie del binario hanno una eccellente conducibilità elettrica, necessaria in un impianto di notevole sviluppo.

Le curve riportano i punti fissi di verifica del binario, ottenuti con spezzoni di rotaie dipinti di bianco come al vero.

Sono indicati i cippi chilometrici, i portali, correttamente posizionati rispetto al segnale di protezione con i rispettivi numeri romani, le tavole di orientamento dei segnali, gli indicatori di velocità massima, i picchetti limite di manovra e tanti altri preziosi particolari realistici.

Tutti i terminali di binario sono costruiti artigianalmente, mentre gli sganciatori dello scalo di Vaiano sono elettromagnetici.

Abbiamo ritenuto opportuno non rendere la catenaria elettricamente funzionante, considerando le sollecitazioni termiche in ambiente vasto, nonostante l'aria condizionata, e la captazione piuttosto critica di alcuni tipi di pantografi.

In ogni modo, la presenza del blocco automatico ha sopperito egregiamente a non far sentire limitazioni al numero di treni circolanti.

La struttura del terreno, rilievi e zone pianeggianti, sfrutta il semplice e rapido sistema della rete metallica a maglie fitte (tipo zanzariera) inchiodata a ordinate verticali e ricoperta con carta e gesso da odontotecnici spalmato che, asciugando, forma una crosta ruvida e rigida.

Dove non vi era spazio sufficiente attorno alla ferrovia per ricavare il paesaggio, abbiamo utilizzato scenari dipinti che raffigurano le montagne che fanno da sfondo a quel versante della valle del Bisenzio e le zone abitate, come il paese di Vaiano, con la sua caratteristica Torre Civica e i ruderi della possente Rocca di Cerbaia, medievale fortilizio dei Conti Alberti.

Gli alberi, i cespugli, il sottobosco sono realizzati con materiali specifici reperibili in commercio e che trattati opportunamente assumono aspetti veramente sorprendenti.

Le rocce sono riprodotte sempre con gesso da odontotecnici, colato in stampi di lattice di gomma, ricalcati su pietre vere e coloritura con tinte acriliche diluite per evidenziare crepe ed anfratti.

Per l’acqua dei fossi e del fiume Bisenzio è stata impiegata l’apposita resina Faller e Prochima, sulla quale una volta asciutta si applica un brillantante in pasta per colori acrilici, la cui densità permette di modellare l’increspature dell’acqua, dove la corrente è maggiore.

Fabbricati e opere d’arte hanno una struttura in legno compensato a cinque strati, cartoncino, listelli in legno, lastrine di plastica per tetti (Wollmer-Kibri).

La pensilina della stazione di Vaiano è in metallo, mentre quella di Vernio ha una struttura mista, in lastrine di plastica e listelli.

Caratteristica di questo impianto è la “Sala Comando”, dove si compongono e si scompongono i convogli ed alla quale fanno capo gli svincoli di entrata e di uscita, sia per il binario pari (FI-BO), sia per il dispari (BO-FI). La regolarità delle manovre è sorvegliata da telecamere.

L’illuminazione del locale è realizzata a zone in modo da far risaltare maggiormente i treni illuminati ed un tratto della Grande Galleria è stato illuminato come nelle realtà.

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Impianti tecnologici

Gli impianti tecnologici seguono una struttura  ed una logica che, benché utilizzino materiale commerciale, molto si avvicina funzionalmente ai reali apparati di sicurezza e segnalamento.

Gli impianti tecnologici sono suddivisi in tre sistemi:

  • sistema di Comando e Controllo della Circolazione (SCC), che permette di gestire il traffico ferroviario con il comando di scambi, segnali, sganciavagoni, ecc.

  • sistema di Trazione Elettrica (TRAZ) che fa muovere il treno regolando velocità e senso di marcia.

  • sistema di Alimentazione (LFM) che fornisce energia elettrica a TRAZ e SCC.

Nel seguito indicheremo con enti (di trazione e di linea) l’insieme di segnali, deviatoi (scambi), circuiti di binario (c.d.b.) (tratti di binario sezionati) e con materiale rotabile i treni.

Le principali caratteristiche impiantistiche sono:

  • 40 segnali luminosi, di cui 6 di protezione, 26 di partenza, 6 di avviso e 2 posti di blocco automatici.

  • 55 deviatoi motorizzati a corsa lenta, divisi in “semplici” e “in comunicazione” e 8 sganciavagoni.

  • 75 circuiti di binario (c.d.b.)

  • 3 postazioni per gestione circolazione e guida treni indicate con INTELLIBOX (Vaiano), COMPUTER (Vernio) e IB-CONTROL (Locale Composizione Convogli o LCC).

Il Sistema di Comando e Controllo della circolazione (SCC)

I comandi e i controlli fanno capo al blocco INTELLIBOX che è connesso al COMPUTER e a IB CONTROL.

INTELLIBOX è la centralina “madre”, che invia i comandi ai singoli enti e legge lo stato libero/occupato del c.d.b. Essa colloquia con il COMPUTER e con IB-CONTROL.

Dal COMPUTER è possibile sia il comando degli enti singoli che di gruppi di enti comprendenti un percorso (itinerari); inoltre sono disponibili una serie di funzioni aggiuntive (marcia ad orario, generazione di suoni, marcia con regime di blocco automatico, ecc.)

Gli enti del plastico sono stati ripartiti in aree e tutti gli enti che ricadono in una certa area sono controllati e comandati da un controllore di area, ovvero un insieme di apparecchiature elettroniche per la gestione dei singoli enti.

I controllori sono cinque:

  • c.a. A (Vaiano sud)

  • c.a. B (Vaiano nord)

  • c.a. C (Locale Composizione Convogli)

  • c.a. D (Vernio nord)

  • c.a. E (Vernio sud)

I segnali sono a due o tre aspetti, a seconda che siano segnali di arresto/avviso o di protezione in ingresso alle stazioni.

I circuiti di binario sono tratti isolati di rotaia in cui viene rilevata la presenza o meno di un treno su di essi: l’informazione acquisita permette al sistema SCC di prendere decisioni per la marcia dei treni.

Il Sistema di comando della trazione (TRAZ)

La trazione può avvenire in due modi alternativi tra loro:

  • trazione analogica con due alimentatori elettronici che forniscono una corrente massima di 3 Ampere per ogni linea.

  • trazione digitale a mezzo centralina e booster che forniscono una corrente massima di 3 Ampere per ogni linea.

Quindi sul plastico possono circolare sia treni tradizionali, sia treni attrezzati con decoder digitale (detti treni digitali). I primi sono treni a corrente continua senza decoder digitale, mentre gli altri sono treni attrezzati con decoder digitale a bordo, che serve a tradurre i messaggi digitali provenienti dalla centralina in comandi, per il motore o per altre funzioni di bordo.

Le postazioni di comando della trazione sono due per il tradizionale e tre per il digitale: Vaiano per tradizionale e digitale; LCC per tradizionale e digitale; COMPUTER per digitale, dato che il software installato permette anche la guida dei treni.

Attualmente è possibile far circolare, a scelta, solo treni tradizionali o solo treni digitali.

Il Sistema di Alimentazione (LFM)

Detto sistema è suddiviso in 5 circuiti:

  • un circuito di alimentazione principale per la fornitura generale di energia.

  • due circuiti di alimentazione ausiliaria 1 e 2 per l’alimentazione dei controllori di area, degli enti, dell’illuminazione e dei servizi.

  • due circuiti di alimentazione trazione delle linee D (dispari) e P (pari).

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Esercizio e conservazione

In questi anni sono stati fatti circolare molti tipi di locomotive, carri e carrozze. Composizioni di 16-17 carrozze viaggiano tranquillamente, i merci arrivano a 30-40 carri secondo la forza di trazione della locomotiva.

Gli inconvenienti riscontrati sono dovuti più che altro a guasti dei modelli (asse che esce di sede, cerchio di aderenza che si perde per strada, carrelli o ganci difettosi…), piuttosto che imputabili al circuito, che vanta un binario molto ben posato, che non risente delle eventuali variazioni di temperatura.

Anche la linea aerea si comporta  bene, sotto di essa scivolano egregiamente i pantografi Sommerfeldt, un po’ meno altri in quanto troppo delicati e con striscianti stretti.

I fabbricati presentano un imbiancamento dei tetti dovuto al deposito della polvere, che ha fatto assumere alla colorazione delle pareti la patina del tempo, dando un aspetto più realistico. Statisticamente la costruzione non presenta nessun scollamento né rotture, avvalorando la validità di questo metodo che, sicuramente, resisterà ancora per molto.

I muri, i portali delle gallerie ed i ponti, con i paramenti in gesso inciso, non hanno subito la minima screpolatura. Così pure la formazione del terreno e delle masse rocciose, che non sono state ancora interessate da frane o smottamenti.

Per il fogliame degli alberi, per i cespugli ed i prati si è provveduto a rinverdire periodicamente. Da una stima sommaria pensiamo di aver piantato circa cinquemila alberi e alberelli, utilizzato un mezzo metro cubo di polveri miscelate per i prati, trenta chili di gesso per rocce e manufatti mentre dei tubetti di colla vinilica e acrilica abbiamo perso il conteggio...

I protagonisti

 

Molti anni sono passati dall’inizio dei lavori, attorno al 1986.

Nei primi tempi la compagine dei lavoratori era notevole, ma con l’affinarsi delle lavorazioni la responsabilità è rimasta sulle spalle di pochi umili volenterosi, che hanno portato avanti con grande passione, saggezza, rispetto reciproco delle capacità di ognuno, questa notevole opera e che crediamo, pertanto, sinceramente meritino un doveroso riconoscimento.

“In primis” il responsabile del Circolo DLF Prato, Roberto Cheloni, ex ferroviere in quiescenza, che tenacemente ha combattuto per ottenere finanziamenti e tanti permessi.

Giuseppe Innocenti, il valido progettista dell’impianto, grande paesaggista, meraviglioso geologo delle rocce in miniatura e buon elettronico

Paolo Puccianti, l’uomo della trazione elettrica, artefice scrupoloso ed attento della palificazione e della linea aerea e di tantissime altre cose.

Giuseppe Mutolo, già geometra sui lavori autostradali, ma sempre appassionato di treni, ha utilizzato la sua esperienza sul campo per la costruzione modellistica di fabbricati, ponti, opere d’arte e dettagli della linea ferrata.

I pittori, Carlo Mercatanti, con il grande scenario di diciotto metri e Renzo Sillidi, con la meravigliosa panoramica della Rocca di Cerbaia e dintorni, hanno ricreato i prati e i freschi verdi boschi che ornano le montagne circostanti la valle del fiume Bisenzio.

I tecnici, Roberto Calamai (progettista IS delle FS) e Graziano Zipoli (tecnico RAI), responsabili del trinomio ferrovia-tradizione-innovazione per il progetto e la realizzazione degli impianti tecnologici.

Bisogna ringraziare altre persone che hanno contribuito, sebbene in minor misura, a rendere più reale questa complessa opera modellistica, come gli appartenenti all’ex Gruppo Fermodellistico Pratese, Fabrizio Baroni, Paolo Masselli (terminali di binario), Giovanni Gerace, Paolo Venturi (pensilina metallica stazione di Vaiano), Roberto Ramalli (alcune case cantoniere), Osvaldo Bottai (portali linea di contatto) ed anche dei ferrovieri, fra cui Luigi Miano e l’Ispettore della Polfer Antonio Della Volpe.

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Ambiente

L’ambiente di 220 mq è stato reso più accogliente con il nuovo ingresso riservato, lo scompartimento di terza classe e il vecchio quadro sinottico dell’ex Ufficio Movimento di Prato.

L’angolo didattico comprende 11 diorami che evidenziano il metodo di esecuzione dello scavo della Grande Galleria dell’Appennino e un notevole numero di quadri rappresentanti fasi della costruzione della Linea Direttissima.

Vi è un grande televisore per le proiezioni video e sono presenti alcuni reperti FS, come la “marmotta” con il suo meccanismo perfettamente funzionante, la statua dell’aquila in ferro che adornava, con una gemella, la facciata del FV di Prato prima della distruzione dovuta ai bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale, la targa della 740.254, vaporiera costruita nel 1919 ed attualmente al deposito di Pistoia, in attesa di restauro.

Fanno bella mostra un mobile libreria e un armadio ad ante a vetri, nonché una grande vetrina a muro con vetri scorrevoli, contenente un discreto numero di mezzi motori, carrozze e carri con cui è possibile realizzare convogli che hanno circolato o circolano attualmente su questa linea.

Si è ricorsi anche ad un espediente che ci è tornato utile. Poiché sul plastico sociale è rigorosamente autorizzata la sola circolazione di modelli di buone marche ed in buono stato, abbiamo voluto accontentare tanti bambini che, non comprendendo per la giovane età il valore modellistico dell’opera, ci creavano “qualche problemino”. Per tenerli lontani e diminuire gli inevitabili danni abbiamo posizionato in un angolo del locale, su un tavolino m 2.50 x 1.10, due circuiti e qualche scambio, uno  in c.c., l’altro in c.a., utilizzando materiale rotabile ancora buono, ma sempre di seconda mano.

Questo ripiego fortunoso è stato accolto con un entusiasmo insperato dai piccoli diavoletti amanti dei trenini e da noi con grande sollievo.

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Il Gruppo ieri ed oggi

Il Gruppo Fermodellistico del Circolo DLF Prato è stato ufficialmente costituito il 19 maggio 2000. La cerimonia d'inaugurazione si è tenuta il 24 novembre 2001, con la partecipazione di autorità delle FS, civili e religiose.

Il Gruppo annovera oltre 60 iscritti con sede nei locali del Circolo DLF Prato dove, per volontà dello stesso Circolo, è stato costruito il plastico utilizzando finanziamenti provenienti, oltre che dal tesseramento dei soci, dalla Cassa di Risparmio di Prato, dall’Assessorato alla Cultura di Prato, dalla Toscana Risto DLF e con la collaborazione della Ditta Modeltreno di Bologna.

E’ stato visitato in questi anni da varie associazioni di Gruppi italiani e stranieri(Austria, Germania) appassionati di ferrovie, dagli alunni delle scuole medie di Prato e di Firenze (oltre tremila negli anni dal 1994 al 1998) e sono stati eseguiti documentari e articoli per riviste del settore ferroviario ed anche dalla RAI (Superquark)

Nell’anno 1999 ci è stato consegnato il Premio Memorial Pedretti per il plastico italiano con il “miglior paesaggio e per l’elevato valore divulgativo e promozionale”.

Il Gruppo è retto da un Consiglio, formato dal Capo Gruppo (G. Mutolo), il Vice Capo Gruppo (P. Puccianti), sette consiglieri, un Segretario e un Tesoriere, che definisce le necessità per la costruzione e manutenzione del plastico sociale.

Tutti possono venire a visitare questo plastico che resta aperto al pubblico e ai soci il sabato dalle ore 16 alle 19 e la domenica dalle 9,30 alle 11,30. La frequentazione e la possibilità di far circolare modelli personali obbliga all’acquisto della tessera di socio DLF. Per gruppi di persone e per visite fuori dell’orario suddetto è opportuno chiedere preventivamente informazioni.

Notizie ed immagini sul plastico in generale e su alcuni singoli fabbricati, sono state pubblicate sulle riviste mensili “Mondo Ferroviario” e “I treni”.

Vorrei ora esprimere una mia riflessione: le illustrazioni ,le descrizioni su carta stampata,in videocassetta ,su internet sono importanti perché un plastico sia conosciuto, ma per gustarlo, come nel nostro caso, l’unico modo è venirlo a vedere di persona.

Poiché desideriamo che il giudizio sia dato dai visitatori, dagli appassionati, dai modellisti, vorrei ringraziare tutti coloro che in questi anni ci hanno fatto conoscere il loro parere. Buono o critico che sia stato,ne abbiamo sempre fatto tesoro e per questo vi aspettiamo. Da noi non si paga il biglietto e, provare per credere,vi troverete riprodotta un pezzo di ferrovia con quasi tutto quello che c’è nella realtà.

Un caloroso e cordiale saluto da tutti i componenti del Gruppo ed in particolare dal Capo Gruppo Giuseppe Mutolo.

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INFORMAZIONI

Circolo DLF Prato
Responsabile: Roberto Cheloni
Piazza della Stazione 22, 59100 Prato
Tel. e fax 0574 37228
e-mail dlfprato.circolo@dlf.it

Giuseppe Mutolo
tel. 055 8877106 (ab.)

Roberto Calamai 
tel. 055 2354064 (uff.)

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