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La presentazione in LOMBARDIA del
PassalibroinTreno®

Il primo Railbookcrossing al mondo!

Milano, 14 aprile 2003

una realizzazione dell'Associazione DLF Milano

in collaborazione con il programma Fahrenheit di Rai Radio3 e con la Direzione Regionale Lombardia di Trenitalia SpA

Conferenza stampa presso la Stazione di Milano Centrale il giorno 14 aprile 2003

a cura di Pino Tuscano,
Presidente dell’Associazione DLF Milano
Un successo straordinario

Lo scorso 14 aprile è stato un giorno straordinario. La nascita del Railbookcrossing sarà una data da ricordare. Non solo per me, che ho sempre creduto nel successo di questa iniziativa, ma anche per tutti gli amici e i colleghi che l’hanno sostenuta e hanno contribuito a realizzarla. L’idea era suggestiva: dare una nuova vita ai libri dimenticati nella nostra vecchia biblioteca, che varie generazioni di ferrovieri avevano con cura e passione più volte risistemato. Un patrimonio da salvare, più che dalla polvere, dall’inedia. Da restituire alla sua identità collettiva. L’organizzazione della giornata di presentazione ha visto impegnati molti consiglieri e collaboratori dell’Associazione DLF Milano, affiancati per l’occasione da partner eccezionali: i colleghi della Direzione Regionale Lombardia di Trenitalia e lo staff del programma radiofonico Fahrenheit di Rai Radio 3. Non perdete lo speciale che TV Sette manderà in onda su Rai 1 a settembre!

Vorrei ringraziare Susanna Tartaro e Micaela Schefter di Rai Radio 3 e Marino Sinibaldi, Vicedirettore dei programmi radio e instancabile conduttore della diretta radiofonica dalla stazione di Milano Porta Garibaldi. A lui, alla sua straordinaria competenza e umanità, dobbiamo gran parte del successo anche mediatico dell’evento. Un grazie particolare e dovuto all’Ingegner Luciano Luccini, responsabile della DR Lombardia, che ha egregiamente supportato l’organizzazione, non solo logistica, della presentazione, dimostrando interesse e sensibilità ai temi culturali e al miglioramento qualitativo del servizio. Devo infine citare l’importante contributo della Società Mazzoni, che si occupa delle pulizie sui treni, e il fondamentale sostegno dell’Associazione Nazionale DLF

La nostra idea di coniugare il piacere del viaggio con quello della lettura si è rivelata vincente. Trasformare i treni in biblioteche viaggianti è sicuramente un modo singolare per alimentare il circuito dei lettori e la passione alla lettura. E poi l’immagine dei libri che vanno verso i viaggiatori, che si muovono con loro, offrendo il fascino e il mistero della loro storia e del loro contenuto, è estremamente poetica e significativa. Il Passalibro in treno è diventato ormai un fenomeno culturale e la nostra Associazione è lieta e orgogliosa di averlo realizzato, insieme alle tante altre iniziative che stanno sempre più delineando la sua “missione” a sostegno dell’utilizzo del mezzo ferroviario. 

I libri distribuiti nelle diverse tratte ferroviarie sono circa 2.000 e stiamo programmando la stessa operazione in Calabria e in Umbria. Nei prossimi mesi organizzeremo una convention di viaggiatori/lettori con un “reading no stop” nella stazione di Milano Porta Garibaldi. Sarà ancora un modo per incontrare nuove persone, ascoltare storie diverse dalle nostre, ricevere e scambiare opinioni, costruendo con questo percorso un filo comune, un interesse condiviso. Non è poco, in una società dove e sempre più difficile trovare veri contatti umani. E non è poco che il luogo d’incontro delle persone che amano i libri sia un’associazione di ferrovieri.

Le "spacciatrici" di libri in stazione

a cura di Alberto Iacuzio,
Vice Presidente dell’Associazione DLF Milano

Passatori di libri, una filosofia contagiosa

Questo non è un libro abbandonato ma un libro che cerca viaggiatori”, dichiara l’etichetta di un libro ritrovato su un sedile di un treno pendolare della Milano-Lecco. 

Incuriosito, sto a guardare la reazione del viaggiatore che lo sposta per sedersi e poi, con fare circospetto e dubbioso, lo riprende e comincia a curiosare. Sta nascendo il feeling, forse, fra un timido e disponibile pezzo di carta lasciato volutamente lì e la curiosità del “viaggialettore”. Nella trama di questo ipotetico giallo, quattro personaggi: il misterioso liberatore di libri; il potenziale catturatore del libro; il libro stesso; il treno. In regia: Marino Sinibaldi che su Radio 3 se la ride ogni giorno su quanto di curioso-emozionante-maieutico accade ora sui treni, ora nei parchi, ora nei bar: dovunque la fantasia liberatoria e generosa dei bookcrosser lascia la sua benefica orma con un libro. Bisogna amare molto la lettura per essere così generosi. Generosi al punto di privarsi di qualcosa a cui si tiene molto solo per il piacere (più grande) che qualcun altro ne goda altrettanto. Strana la filosofia dei passatori di libro: strana e contagiosa. Ha contagiato l’Associazione DLF Milano, il Presidente Pino Tuscano, il Vice Presidente Alberto Iacuzio, una terna di Consiglieri, il Direttore del Traporto Regionale Lombardia ing. Luccini, alcuni funzionari di Trenitalia, almeno 800 clienti che hanno già trovato i primi libri in treno, altre persone che ci telefonano e ci chiedono spiegazioni e dettagli, curiosi e dispiaciuti di non aver ancora “passalibrato” qualcosa. 

I giornali hanno enfatizzato positivamente l’iniziativa dell’Associazione DLF Milano. Molti si sono stupiti che una tale generosità culturale sia stata dimostrata da ferrovieri e non da “gente del ramo”, come se per avere idee positive ci fosse una patente particolare, come se per fare del bene ci volesse un certificato. Una grande firma del Corriere della Sera, Isabella Rossi Fedrigotti, ne parla con una velata soddisfazione evidenziando che il vandalo distruttore (sempre in agguato verso le cose pubbliche) potrebbe essere meno stimolato a danneggiare un innocuo e accogliente gesto anche per il fatto che quel gesto di generosità proviene da un’Associazione di ferrovieri lavoratori e non dalle stitiche tasche di un potente ministro della cultura. 

La Direzione Lombardia del Trasporto Regionale FS ha apprezzato e si è data da fare per far arrivare ai propri preziosi clienti il libro del Dopolavoro come un piccolo atto d’affetto e d’attenzione, anche per chiedere scusa e comprensione per i piccoli disguidi che il treno talvolta trasferisce ai propri ospiti. Eppure ci vuole poco a capire che i ferrovieri hanno voluto esprimere la loro piccola e curiosa solidarietà innanzitutto a chi gli da lavoro e dignità, i viaggiatori: e cos’è questo se non orientamento al cliente e senso d’appartenenza? Bravi Ferrovieri! Ultima considerazione sulla “contagiosità” del Passalibro: il farmacista della stazione di Milano Porta Garibaldi ha donato alcuni libri il giorno stesso della presentazione dell’iniziativa; mentre il giornalista Sinibaldi intervistava in diretta i viaggialettori, incuriositi dalle “spacciatrici” di libri in stazione e ai treni, alcune signore compassate mi si sono avvicinate e mi hanno chiesto dove poter lasciare un paio di libri tirati fuori dalla borsetta. Ho indicato loro il banco dove era possibile inserire l’etichetta del Passalibro in treno e farli così liberare sul regionale per Sondrio. Ma le ho subito pregate di prendere in cambio un paio di “nostri” libri: avrei avuto cosi la certezza che sarebbero capitati subito in mani attente e affettuose. Per tutti gli altri libri liberati, in quel momento era soltanto una speranza che mi dava un po’ di rimpianto per la separazione. Questa è la filosofia del Passalibro in treno: curiosità, gusto per la condivisione, un po’ di timore e gelosia, qualche rimpianto, generosità, e attenzione verso la parte buona dell’uomo.

Le "spacciatrici" di libri in stazione

a cura di Marino Sinibaldi,
Vicedirettore dei programmi radio di Rai Radio 3

Rai-l bookcrossing 

0uando un anno fa nella redazione di Fahrenheit a Radio3 abbiamo cominciato a parlare di Bookcrossing ne sapevamo pochissimo. L’idea era semplice: lasciare libri in giro, non per affidarli alla lettura benevola dell’amico e amica del cuore, ma sfidando il caso. Tutto il resto, però, ci lasciava perplessi. Perché mai i lettori italiani, che sono pochi e perciò un po’ gelosi della propria identità, avrebbero dovuto privarsi così alla cieca della cosa che amano di più, e cioè i propri libri? Chi li ritrovava, poi, avrebbe afferrato il messaggio (quello sì molto semplice: “leggimi!”), senza giudicare il tutto come una bizzarria e accrescere la diffidenza verso quei pazzi che leggono? Avevamo naturalmente anche perplessità più terra-terra: dove lasciare i libri? Come contrassegnarli con una spiegazione che dicesse chiaramente di cosa si trattava? come evitare che venissero semplicemente buttati via? Cosa fare perché continuassero possibilmente all’infinito il proprio cammino senza finire tristemente a rimpinguare le biblioteche private dei fortunati che li ritrovavano? Era proprio necessario che, come nell’invenzione americana del Bookcrossing, tutto passasse per la rete di Internet? 

Poi, come spesso accade, abbiamo deciso di cominciare comunque col nostro Passalibro. Se avessimo preteso di avere già le risposte a quei dubbi saremmo ancora lì, un anno dopo, a chiederci come fare il Bookcrossing in Italia. Invece a settembre del 2002, nel corso del Festivaletteratura di Mantova, abbiamo “liberato” le prime copie (di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, naturalmente). Il resto lo hanno fatto migliaia di lettori e lettrici italiane che nel corso di questo anno hanno travolto tutte le nostre perplessità, hanno risposto a tutti i nostri dubbi. E hanno diffuso il Passalibro come un virus benefico, perché toglie ai libri quell’alone reverenziale e li trascina nei posti della vita reale: una sala d’aspetto, il corridoio di una scuola, la sala di un museo, un bancomat. Chi trova un libro in un posto del genere probabilmente è uno che in libreria non ci metterebbe mai piede. Peggio per lui, naturalmente. Ma intanto l’apparizione inattesa e quasi magica del libro lo sfida: impossibile non leggerlo. 

Tutto questo è diventato chiaro solo col tempo, e grazie a chi ha aderito e reinventato il Passalibro. Perché è successo questo, che un sacco di persone hanno non solo adottato, ma adattato il Bookcrossing ai loro interessi, ai loro gusti, ai loro luoghi di studio e di lavoro. Sono così nati molti Bookcrossing diversi. Il più straordinario passa per le Ferrovie. Anche in questo caso hanno cominciato i “passatori”: sono loro che spontaneamente hanno subito usato le stazioni ferroviarie e i vagoni dei treni come luoghi ideali per liberare libri. Così, quando qualche mese fa nella redazione di Fahrenheit si è presentato Pino Tuscano, col suo carico di idee e di energia, abbiamo afferrato subito cosa aveva in mente. Ci siamo, per cosi dire, capiti al volo. Ma certo, le biblioteche dei Dopolavoro Ferroviari erano la tipica ricchezza italiana che finiva male se non veniva rimessa in circolazione! E, certo, le tratte dei pendolari erano il luogo ideale per liberare libri! Poi Pino e suoi amici, collaboratori e superiori, hanno fatto molto di più. 

Più che una semplice variante del Passalibro, il Railbookcrossing è una festa itinerante. Con tutti i suoi riti: i cartoncini, le letture pubbliche, le bandiere. Una festa anch’essa contagiosa: dalla Lombardia piano piano si allargherà, scenderà in basso (solo geograficamente!), vedrete che finirà per coprire buona parte di quella benedetta rete ferroviaria. Perché mette insieme due cose che insieme stanno benissimo, come leggere e viaggiare. E perché, come spesso succede in Italia, tira fuori quello che abbiamo di più prezioso: la passione e l’intelligenza di persone come quelle dei Dopolavoro Ferroviari che abbiamo incontrato in questi mesi. Gente straordinaria, che non si ferma davanti a nulla, inarrestabile e puntuale come dovrebbero essere i treni, appunto. E’ grazie a gente e idee come queste che il Passalibro entra in ottima salute nel suo secondo anno di vita. E grazie anche al Railbookcrossing non siamo finiti su un binario morto.

Marino Sinibaldi

a cura di
Isabella Bossi Fedrigotti 

Un treno di libri

Riprendiamo in questa pagina l’articolo pubblicato dal Corriere della Sera dopo la presentazione dell’iniziativa 

Da ieri in Lombardia i libri viaggiano sui treni, biblioteca ambulante e gratuita a disposizione dei passeggeri. Trecento volumi sono stati distribuiti nel pomeriggio sui convogli in partenza da Milano e altri ottocento li seguiranno tra pochi giorni. 

Merito di un’iniziativa dell’Associazione Dopolavoro Ferroviario che, con l’aiuto di Trenitalia, ha deciso di mandare in giro più di mille libri tolti dagli scaffali della propria sede per un progetto che, così sembra, verrà presto esteso al resto d’Italia. A parte il fatto che trovare l’uno o l’altro bel romanzo nello scompartimento potrebbe, chissà, alleviare un poco il disappunto provocato dai cronici ritardi e disguidi, non è male che nel Paese meno lettore d’Europa si voglia tentare questo insolito passo. Passo probabilmente indovinato perché in treno si vorrebbe davvero avere tutti qualcosa da leggere, perfino gli assoluti agnostici del Libro, perfino coloro che da anni non si sognano di prenderne in mano uno. 

Basta vederli questi miscredenti in viaggio quando, finito di telefonare, finito di sbocconcellare il panino, finito di sbirciare la rivista del vicino, non sanno più che fare, si agitano inquieti, disposti magari ad accontentarsi anche di una pagina strappata da un quotidiano del giorno prima. Come escludere che, se avessero la fortuna di trovare nello scompartimento il libro giusto, il libro capace di parlare esattamente al loro orecchio e al loro cuore, potrebbero giungere a convertirsi una volta per tutte, miracolosamente promossi tra i lettori per merito del treno e della sua biblioteca viaggiante? 

C’è, naturalmente, la possibilità che questi libri vengano rubati, esattamente come furono rubate - in brevissimo tempo - le ormai leggendarie biciclette gialle messe a disposizione anni fa dal Comune di Milano. Qualcuno spezzerà la catena e non li rimetterà in circolo al prossimo viaggio in treno. Solo che un ladro di libri non è un ladro di biciclette: è diverso, speciale perfino perdonabile se sottrae per bisogno: bisogno pressante di fare leggere la storia a un amico, a un amore, a una persona cara, oppure bisogno di possedere quell’oggetto magico, quella collezione di pagine evidentemente scritte apposta per lui. Seppure rubato, il volume continuerà a vivere passando di mano in mano attraverso un altro circuito che non sarà più quello del treno, oppure standosene fermo in una casa, su un tavolo, su uno scaffale, prima pietra - perché no? - di una costruzione. 

Non sarà dunque il ladro il peggiore nemico del libro viaggiante, bensì il vandalo, colui che lo disintegrerà, lo lancerà dal finestrino o ne strapperà le ultime pagine per farsi beffa dei futuri lettori. Capiterà anche di questo, è da mettere in conto, ma per disarmare l’eternamente rabbioso distruttore servirà forse ricordargli che non è stato un qualche ministro, un qualche sindaco, un qualche potente politico o industriale a promuovere l’iniziativa, bensì una privata associazione di ferrovieri. 

Le "spacciatrici" di libri in stazione

a cura di
Giusy Serafino

Cultura in viaggio 

Lunedì 14 aprile, prima con una conferenza stampa nella sala d’attesa di Milano Centrale e poi, nel pomeriggio, con uno spettacolo ripreso in diretta radiofonica da Rai 3, svoltosi nell’atrio della stazione di Milano Porta Garibaldi, ha preso l’avvio il PassalibroinTreno®.

“Scopo dell’iniziativa - come ha sottolineato durante la conferenza Pino Tuscano, Presidente del DLF milanese e ideatore del progetto - è quello di creare nei viaggiatori un interesse alla lettura di libri e di valorizzare la qualità del servizio di trasporto ferroviario perché il viaggio in treno sia anche un momento d’incontro e di cultura; un libro crea ambiente e umanità”. 

Del medesimo avviso si è detto l’Ingegner Luciano Luccini, responsabile della Direzione Regionale Lombardia di Trenitalia: “Si tratta sicuramente di un apprezzabile contributo al miglioramento della qualità dei servizi che vogliamo offrire. In linea con l’impegno che la nostra Direzione ha assunto verso la sua clientela e che ha gia registrato alcuni risultati positivi, come l’aumento degli indici di puntualità dei treni a carattere regionale e i primi inserimenti di carrozze ammodernate e dotate di aria condizionata”. 
Luccini ha quindi spiegato come avverrà praticamente il
PassalibroinTreno®. Entro il prossimo mese verranno lasciati sui sedili dei treni regionali lombardi circa un migliaio di libri, provenienti dalla biblioteca dell’Associazione DLF Milano. I viaggiatori li potranno liberamente leggere, appropriarsene o ridepositarli, affinché un altro viaggiatore possa riutilizzarli; un segnalibro e un’etichetta, con il marchio PassalibroinTreno®, consentiranno ai vari lettori di identificarli. “Non esiste il problema della proprietà fisica del testo, - ha detto il Direttore - l’importante e che circolino. Non temiamo i furti e ci auguriamo che i viaggiatori diventino ancor più protagonisti dell’iniziativa, magari mettendone a disposizione anche alcuni dei propri, così come era nello spirito di coloro che hanno avviato questo meccanismo” (Il Passalibro o Bookcrossing è nato in America nell’aprile del 2001, per opera di Ron Hombaker, un esperto d’informatica di Kansas City). 

Adamo Filios, il responsabile delle Relazioni esterne del Gruppo Pietro Mazzoni, la Società che ha in appalto le pulizie dei treni, si è detto particolarmente lieto di contribuire al progetto ed ha ricordato il ruolo della sua azienda: “Nostra cura sarà quella di sensibilizzare il personale affinché i libri ritrovati possano liberamente circolare. Gli stessi dipendenti potrebbero essere dei nuovi potenziali lettori”. 

Nel pomeriggio cambio di stazione, con musica e spettacolo tra i viaggiatori. Nel corso della performance tenutasi a Milano Porta Garibaldi alcuni attori hanno recitato brani tratti dall’opera letteraria Fahrenheit 451 scritta per una rivista di fantascienza da Ray Bradbury nel 1951 e ripreso poi da Francois Truffaut nell’omonimo film. E’ il racconto di un’utopia negativa in cui s’immagina di bruciare i libri, con gli uomini che li hanno scritti e con i loro sentimenti. 

Al termine della breve manifestazione, alcune compassate signorine, con occhiali scuri e foulard sul capo, hanno distribuito i libri “liberati” a disorientati viaggiatori in arrivo e in partenza mentre tra la folla si aggirava a grandi falcate Marino Sinibaldi, a caccia di prede che potessero fornire agli ascoltatori radiofonici le loro impressioni sul PassalibroinTreno® del DLF. C’e sembrato doveroso interpellare, a nostra volta, proprio il conduttore del programma culturale trasmesso il lunedì pomeriggio su Rai 3, promotore di un’analoga iniziativa a vasto raggio. 

Come giudica questo fenomeno culturale qual è diventato il Passalibro? 

Senza dubbio entusiasmante. Non solo perché è una trovata geniale per aiutare a combattere la storica diffidenza verso i libri, ma anche perché in questo modo il libro assume un preziosissimo valore che è poi quello di essere il tramite di una passione, di un’esperienza. 

Cosa s’intende per libri che vengono “liberati”? 

Ci si riferisce al modo di sottrarre i libri dalle realtà che li tengono rinchiusi. Penso che svuotare le biblioteche in disuso o riutilizzare il patrimonio librario in giacenza nelle proprie librerie per farlo circolare per il mondo, sia un sistema bellissimo per fare cultura. Sembra che “condividere” sia la parola d’ordine del Bookcrossing con l’obiettivo di trasformare il mondo in una grande libreria, e del tutto gratuita. Ed è proprio questo gesto, il liberare, che esalta ancor di più il libro, conferendogli una preziosa dose di magia, di fascino e di mistero. 

Alla domanda “quale libro libererebbe?”, il dinamico conduttore senza alcuna esitazione ha confessato: Non ho dubbi, libererei il Don Chisciotte di Cervantes poiché incarna lo spirito del vagabondaggio, lo stesso che contraddistingue proprio il Passalibro. 

Al termine della manifestazione un soddisfattissimo Pino Tuscano ha commentato: “E’ stato un enorme successo. Siamo sommersi di lettere, e-mail e telefonate, sia dei viaggiatori che partecipano a questo Passalibro ferroviario, sia da persone che vogliono donare i propri libri. Le potenzialità aumentano e noi non ci fermiamo. A fine giugno, presso la stazione Garibaldi verranno liberati ancora mille volumi in altre cinque tratte regionali, e presso lo Spazio Clienti della stazione sarà possibile scambiare libri e incontrarsi. Poi organizzeremo un “reading” in stazione per i lettori-viaggiatori lombardi. Gli stessi viaggiatori leggeranno brani significativi, in uno scenario che coinvolgerà anche attori professionisti e musicisti”.

Le "spacciatrici" di libri in stazione

INFORMAZIONI

 

Pino Tuscano
Presidente dell'Associazione DLF Milano 
Coordinatore Territoriale DLF Regione Lombardia

cell. 335 5258336
e-mail p.tuscano@dlf.it

 

Associazione DLF Milano
Piazza Duca d’Aosta (int. Stazione Centrale FS)
Tel. 02 66982108 fax 02 6690529

e-mail dlfmilano@dlf.it

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